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L’esperienza di Elisa Puvia

2 Nov , 2015,
Marco Antonelli
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EP

Elisa, 35 anni, toscana, laureata con lode in Psicologia presso l’Università di Padova, dottore di ricerca in Scienze Cognitive, ricercatrice sui temi della Psicologia Sociale presso l’Université Libre de Bruxelles e attualmente visiting research fellow presso l’Università di Milano-Bicocca. Qual è stato il motivo del tuo avvicinamento ai temi della criminalità organizzata e della corruzione?

La motivazione primaria è stata e continua ad essere quella di un’urgenza ad agire, non solo a ‘leggere di mafia e corruzione’. Durante i miei soggiorni all’estero, sono stata spesso sollecitata ad esprimermi sulla salute morale del mio Paese. Nonostante l’avvicendarsi di grandi scandali, quello che emergeva – salvo rare e lodevoli eccezioni – era l’assoluta mancanza di una reazione da parte dell’opinione pubblica e degli organi di stampa, nonché un’assoluta mancanza di presa di posizione da parte della classe politica.

Benché il mio percorso professionale possa apparire a prima vista distante dalle tematiche affrontate dal Master, in realtà le scienze psicologiche ed in particolare la psicologia sociale hanno a che fare con il ‘materiale umano’, cioè con l’individuo calato in un particolare contesto sociale, economico, culturale; contesto che va ad interagire con motivazioni, aspettative che regolano atteggiamenti e comportamenti. Il carattere multidisciplinare del Master, a mio avviso uno dei grandi punti di forza, mi ha permesso quindi di cogliere, fin da subito, un’immediata contiguità con il mio lavoro.

 

Dal primo settembre hai iniziato un importante tirocinio presso la Prefettura di Massa Carrara, di cosa ti stai occupando?

Il progetto parte dall’analisi dei processi organizzativi e gestionali della Prefettura. Dopo una prima fase di valutazione delle misure di prevenzione della corruzione già adottate dalla Prefettura, così come previsto dalla legge 190/2012, l’attività di tirocinio è finalizzata ad individuare nuove misure di prevenzione dei fenomeni corruttivi. In particolare, l’obiettivo principale è quello di inserire alcuni correttivi organizzativi e di contesto generalizzabili ad altre realtà, pubbliche e private. Una terza fase, infine, cercherà di cogliere gli aspetti motivazionali e morali della corruzione da un punto di vita squisitamente psicologico. Un progetto molto ambizioso, dunque, che mi sta insegnando molto.

 

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Di farlo all’istante! Io mi sono iscritta quasi fuori tempo massimo; non vivendo a Pisa temevo chesarebbe stato difficile seguire le lezioni. Invece, grazie all’opportunità di frequentare in modalità e-learning sono riuscita ad essercisenza problemi.  Opportunità che si arricchisce con il supporto dei tutor, che non esito a definire fondamentale. Quindi consiglierei a chi non vive a Pisa oppure non ha la possibilità di trasferirsi stabilmente di non scoraggiarsi, ma di provare comunque ad essere presente in aula: l’incontro con i docenti e gli altri studenti contribuisce a rendere speciale l’esperienza.