Author Archives: Marco Antonelli

L’esperienza di Giuliano Esposito al Master APC

10 Ott , 2017,
Marco Antonelli
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Giuliano, 46 anni, ispettore del lavoro in servizio presso l’Ispettorato territoriale del lavoro di Arezzo. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

Il lavoro e le passioni personali: hanno funzionato entrambi da spinta.
Da una parte, lavorando nel tempo in tre diversi enti pubblici (e tre diverse zone del Paese), ho acquisito la percezione dei danni che può fare la corruzione: una percezione non più “esterna”, ricavata dai fatti di cronaca, ma vissuta dal di dentro, misurando con dispiacere quanta velenosa sfiducia per le istituzioni essa porti con sé. La conoscenza delle mafie – e in particolare della storia di Cosa Nostra – è invece una passione giovanile, accresciutasi negli anni.
Il Master APC, con la sua scelta di accostare questi due temi, mi ha permesso di approfondirli insieme.

 
Come hai conciliato il tuo impegno lavorativo con le attività del Master?

Anzitutto organizzandomi: ora posso dire che anche con una famiglia, dei bambini e un lavoro stabile – legato, nel mio caso, ad orari fissi e predeterminati – si può seguire la maggior parte delle lezioni del master in aula (e il resto attraverso le registrazioni), perfino se si vive ad una certa distanza da Pisa.
Come direbbe Gene Wilder, “si può fare!”… e, tutto sommato, agevolmente.

 
Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Credo, in tutta sincerità, che una persona animata da motivazioni solidamente legate ai contenuti del master non abbia bisogno di alcun consiglio: nell’iniziare e proseguire il corso di studi, si renderà conto che quelle motivazioni trovano soddisfazione, e crescono con il passare delle lezioni. Personalmente ricordo almeno tre interventi (di altrettanti docenti) che hanno avuto un impatto emotivo molto forte, a testimonianza che il Master APC è un percorso avanzato di studio ma anche il luogo di un’esperienza significativa.

L’esperienza di Serena Maria Suraci al Master APC

6 Ott , 2017,
Marco Antonelli
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Serena Maria, 25 anni, Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

La spinta che ha fatto sì che io iniziassi questo percorso è sicuramente l’essere calabrese. Conoscere il fenomeno corruttivo così come quello ‘ndranghetista solo per sentito dire o per averlo vissuto marginalmente è cosa assai diversa da studiarlo, comprenderlo e quindi avere gli strumenti adeguati per contrastarlo, facendo, magari un giorno, ritorno nella mia terra. Un’altra spinta, non meno importante, che mi ha fatto muovere all’inizio e che, poi, mi ha accompagnata in tutto l’anno è stata la convinzione di non essere da sola: la bellezza di una comunità scientifica che crea nuove reti di studio e di impegno!

Hai iniziato un tirocinio presso la Procura di Firenze. Di cosa ti occuperai e come pensi di mettere a disposizione le competenze acquisite nell’ambito del Master?

Il tirocinio che ho appena iniziato, insieme al Sostituto Procuratore Dott. Paolini, si occupa dell’applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali nel territorio toscano dall’entrata in vigore del Codice Antimafia (d.lgs. 159/2011) ai giorni nostri. Siamo ancora all’inizio di questo studio e della relativa analisi, quindi non so quali risultati raggiungerò, ma sono sicura che utilizzerò lo strumento base del Master: l’approccio multidisciplinare, la capacità di guardare oltre le ‘cose normali’, soprattutto in luoghi che credono ancora di essere incontaminati dalla corruzione e/o dalla criminalità organizzata.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Il primo consiglio è quello di essere liberi, liberi dai pregiudizi e dai preconcetti, perché questo percorso di studio e approfondimento aprirà scenari interpretativi nuovi, diversi e a volte anche emozionanti. Il secondo, forse quello più importante, è di vivere le esperienze del Master (dalle lezioni alle trasferte) con la giusta carica emotiva, perché ogni incontro, ogni relatore cercherà di dare una risposta ai tanti interrogativi posti dalle nostre/ vostre coscienze.

L’esperienza di Andrea Carnì al Master APC

4 Ott , 2017,
Marco Antonelli
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Andrea, 25 anni, laurea magistrale in Scienze filosofiche conseguita con il massimo dei voti presso l’Università degli studi di Roma Tre. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

Crescendo tra i comuni di Caulonia e Siderno (RC) e conoscendo in prima persona realtà mandate in fallimento o mutilate per intromissioni mafiose, ho sempre avuto l’obiettivo di aumentare le mie competenze culturali e tecniche tentando di stimolare un pensiero e un modo di agire politico-sociale alternativo a quello mafioso. Dopo aver completato il mio percorso di studi in Scienze filosofiche con una tesi che mirava ad analizzare la ‘ndrangheta attraverso categorie filosofiche, ho notato che alcune cose mancavano alla mia preparazione. Il Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione è stato fondamentale aumentare gli strumenti per comprendere il crimine organizzato e la corruzione, i danni economici e sociali che essi causano e le politiche necessarie per contrastare entrambi i problemi, garantendo una visione a tuttotondo di entrambi i fenomeni. Un master ben organizzato, la presenza di figure di spessore del settore e la decostruzione di ogni stereotipo, consente lo studente di entrare totalmente all’interno delle materie affrontate e, in alcune occasioni, anche di prendere posizione nei dibattiti tra studiosi.

Recentemente hai partecipato al concorso di dottorato in “Studi sulla criminalità organizzata” dell’Università di Milano e sei risultato tra i vincitori. Di cosa tratta il tuo progetto di ricerca? Pensi che il percorso del Master APC ti abbia fornito utili strumenti per raggiungere questo traguardo?

Il mio progetto di ricerca, formulato anche grazie all’appoggio del prof. Vannucci (coordinatore del Master) e all’ausilio del prof. Ciconte (docente del master), intende studiare la ‘ndrangheta nei territori di origine, pensando ad esso come un fenomeno biopolitico e, dunque, non solo criminale. Un focus è inoltre riservato allo studio della violenza mafiosa e alla dialettica che essa intrattiene con il potere della ‘ndrangheta nel suo esercizio sul territorio. L’approccio filosofico al fenomeno proviene dal mio percorso di laurea ma senza ombra di dubbio il master ed il confronto costante con docenti e studenti mi ha consentito di affinare il progetto di ricerca incentivando l’attenzione sulla violenza mafiosa (ben trattata dalla prof.ssa Massari, docente del master). Inoltre i moduli storici delle organizzazioni criminali (‘ndrangheta, camorra, cosa nostra e sacra corona unita) donano allo studente una visione cronologica dei fenomeni nei loro intrecci con la storia italiana, favorendo stimolanti connessioni e consentendo di rilevare alcuni gap o mancanze presenti all’interno dello studio o del contrasto ai fenomeni trattati.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Iscriviti! Ciò che si crea all’interno del master con docenti, tutor e studenti è unico. Le “vacanze studio” inoltre consentono di creare rapporti – di amicizia e professionali – molto forti in breve tempo e il continuo confronto tra studenti e studentesse provenienti da svariati campi e località geografiche, favorisce lo sviluppo di nuove idee che possono portare alla formazione di associazioni, gruppi di lavoro o di ricerca o alla realizzazione di eventi pubblici. Penso sia un’opportunità da cogliere sia sotto il profilo professionale che sotto quello umano.

Lose for Life, un libro e una campagna per salvare il Paese in overdose da gioco d’azzardo

11 Set , 2017,
Marco Antonelli
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L’Italia è nel pieno di un’overdose da gioco d’azzardo che causa profondi ed evidenti danni sociali, sanitari ed economici al nostro Paese. Ogni italiano nel 2016 ha giocato circa 1600 euro, pari a complessivi 96 miliardi di euro.

Dietro a questo caleidoscopio di slot machine, “gratta e vinci” e lotterie si nasconde l’inferno delle dipendenze patologiche, la rovina di intere famiglie, la perdita della dignità e del lavoro di chi ne è vittima. E non solo. Il settore del gioco è stato infiltrato e messo a profitto dalle mafie, che lo utilizzano per riciclare miliardi di profitti illeciti.

Il denaro che lo Stato incassa annualmente dall’azzardo sotto forma di gettito erariale non è sufficiente a ripianare i danni collaterali inferti da una liberalizzazione senza paracadute, iniziata negli anni Novanta e diventata indiscriminata nell’ultimo decennio.

Come siamo arrivati a questo punto? Perché un Paese che si sente sempre meno ricco regala miliardi di euro alla filiera del gioco d’azzardo? Come possiamo ridurre l’impatto sociale del gioco d’azzardo?

Per rispondere a queste domande e proporre delle soluzioni concrete è nato il progetto Lose for Life.

COS’E’ LOSE FOR LIFE

Lose for Life è un progetto culturale di Avviso Pubblico, realizzato in collaborazione con Altreconomia e il Master in “Analisi prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione” dell’Università di Pisa.

L’obiettivo generale del progetto è raccogliere e offrire informazioni e aggiornamenti costanti sul fenomeno e sulle “buone prassi” da seguire nei territori per circoscrivere il gioco d’azzardo patologico.

Lo strumento principale del progetto è il libro “Lose for Life, dal 21 settembre 2017 in tutte le librerie d’Italia, che fotografa la situazione del gioco d’azzardo nel nostro Paese e illustra, attraverso il contributo di esperti, magistrati, sociologi, psicologi, giornalisti, il percorso che ha condotto l’Italia a diventare la nazione regina del gioco. Ma non si limita solo a raccontare.

Il libro vuole essere da stimolo per un dibattito costruttivo tra i soggetti istituzionali, economici e sociali coinvolti, nei mesi in cui l’esecutivo è chiamato ad emanare una fondamentale legge di riordino sul settore dei giochi. Contiene interviste a rappresentanti del Governo e degli Enti locali. Si confronta con le imprese, le associazioni, i giocatori patologici.

Il libro Lose for Life presenta, oltre a tutti i dati aggiornati sul fenomeno dell’azzardo in Italia, una serie di proposte concrete per affrontare l’emergenza, a partire da esempi tangibilisviluppati da quei Comuni che, da Nord a Sud, sono stati i primi a dover fare i conti con i problemi causati dalla sovraesposizione al gioco delle comunità.

Lose for Life è anche il titolo della campagna di crowdfunding ospitata da Eppela per sostenere la creazione di una borsa di studio – obiettivo della raccolta: 2.500 euro – da destinare ad uno/una studente/studentessa che collaborerà con l’Osservatorio Parlamentare di Avviso Pubblico sul tema del gioco d’azzardo, al fine di continuare a fornire agli Enti locali e ai cittadini un quadro costantemente aggiornato su leggi, dati, sentenze e buone prassi amministrative condotte dai Comuni di tutta Italia.

A tale scopo è attiva una pagina sulla piattaforma Eppela, i cui fondi raccolti entro il 15 ottobre saranno interamente destinati al finanziamento della borsa di studio.

È possibile contribuire a questo importante progetto donando sulla piattaforma eppela per ricevere una o più copie del libro Lose for Life.

Dieci borse di studio a copertura totale dei costi messe a disposizione da INPS

29 Ago , 2017,
Marco Antonelli
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Borse di studio INPS

Per l’anno accademico 2017-2018 il Master APC è stato accreditato dall’INPS, che ha messo a disposizione 10 borse di studio a copertura totale dei costi (5 per il I livello e 5 per il II livello) in favore dei figli e degli orfani di dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni creditizie e sociali, e di pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici. A questo link è possibile prendere visione del bando promosso da INPS e presentare la domanda.

Agevolazioni per la contribuzione

Inoltre in queste settimane l’equipe di gestione del Master sta lavorando per attivare percorsi di collaborazione con il fine di mettere a disposizione  borse di studio e tirocini retribuiti sui temi dell’anticorruzione anche per la VIII edizione del Master (a.a. 2017/2018), ulteriori a quelle già previste nel bando di iscrizione.

Le borse vengono assegnate a seguito di una graduatoria congiunta tra allievi di I e II livello e il punteggio viene ripartito sulla base dei curricula presentati, della situazione economica (certificazione ISEE) e del colloquio motivazionale. Invitiamo pertanto tutti i pre-iscritti a mandare tale documentazione ai contatti del Master APC.

Per ulteriori informazioni sulle borse assegnate nelle precedenti edizioni, clicca qui.

Online il video della lectio magistralis di Don Luigi Ciotti

22 Lug , 2017,
Marco Antonelli
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Da oggi è online e fruibile gratuitamente il video della Lectio Magistralis di Don Luigi Ciotti – presidente di Libera e del Gruppo Abele – dal titolo “Mafie e corruzione: la sfida del noi”, che si è tenuto lo scorso 29 giugno presso l’Aula Magna del Polo Carmignani. A introdurre l’incontro gli interventi del Rettore dell’Università di Pisa, Paolo Mancarella e il Direttore del Master APC Alberto Vannucci.

Qui il link al video.

Online il video della lezione del dott. Raffaele Cantone

21 Lug , 2017,
Marco Antonelli
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Da oggi è online e fruibile gratuitamente il video della Lectio Magistralis del dott. Raffaele Cantone dal titolo “La corruzione spuzza”, un dialogo a partire dal volume “La corruzione spuzza. Tutti gli effetti sulla nostra vita quotidiana della malattia che rischia di uccidere l’Italia”, di Raffaele Cantone, Francesco Caringella, Mondadori 2017, che si è tenuto lo scorso 21 giugno presso l’Aula Magna di Palazzo Matteucci. A introdurre l’incontro vi è stato l’intervento il Direttore del Master APC Alberto Vannucci.

Qui il link al video.

Aperte le iscrizioni per la VIII edizione del Master

12 Lug , 2017,
Marco Antonelli
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Sono aperte le iscrizioni alla VIII edizione del Master APC (AA 2017-2018), il cui inizio è previsto per il febbraio 2018.

Per presentare domanda è sufficiente seguire le indicazioni contenute nel bando pubblicato sul sito dell’Università di Pisa. Collegandosi a questo link è possibile accedere alla scheda del bando e prendere visione del materiale necessario per perfezionare la domanda di pre-iscrizione.

Se sei interessato alle borse di studio (che vengono erogate come agevolazioni per la contribuzione), puoi trovare maggiori informazioni in questa sezione del sito. Quest’anno sono state messe a disposizione da INPS 10 borse di studio a favore dei figli e degli orfani di dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni creditizie e sociali, e di pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici.

Per avere una presentazioni del Master puoi visitare l’apposita sezione, mentre per conoscere nel dettaglio l’offerta didattica, i docenti impegnati e il piano di studi, puoi trovare le informazioni a questo link.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni puoi rivolgerti all’equipe di gestione del Master.

Intervista a Don Luigi Ciotti

11 Lug , 2017,
Marco Antonelli
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Giovedì 29 giugno 2017, al Polo Carmignani, Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, ha tenuto la lectio magistralis dal titolo “Mafie e corruzione: la sfida del noi” nell’ambito del Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione.

All’iniziativa, coordinata dal prof. Alberto Vannucci, ha preso parte anche il Rettore dell’Università di Pisa, prof. Paolo Mancarella.

Solidarietà a Salvo Palazzolo

8 Lug , 2017,
Marco Antonelli
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Il direttore e i collaboratori del Master APC dell’Università di Pisa esprimono la loro forte solidarietà e affettuosa vicinanza a Salvo Palazzolo, giornalista di Repubblica e da sette anni insostituibile docente del Master, condannando il vile tentativo di intimidazione di cui è stato vittima insieme al giudice Nicola Aiello. Nel trasmettergli il caloroso sostegno di tutta la comunità degli studenti e dei docenti del Master auspichiamo che gli autori di questo gesto vigliacco possano essere prontamente individuati, nella consapevolezza che il coraggioso lavoro di cronaca condotto dall’amico Salvo non ne sarà minimamente condizionato.