Category Archives: Le voci degli allievi della IV edizione

L’esperienza di Patrick Wild al Master APC

19 Nov , 2014,
Marco Antonelli
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Foto Patrick studioPatrick Wild, 27 anni, residente nella provincia di Rimini, laureato in Giurisprudenza. Nella tua tesi magistrale hai raccontato la presenza della criminalità organizzata di stampo mafioso in Romagna. Alla luce degli insegnamenti del Master, come descriveresti la situazione di quel territorio?

Premesso che ogni studio sul fenomeno mafioso, specie se riferito ad un territorio in particolare, è già “vecchio” e necessita di essere aggiornato fin dalla sua pubblicazione (nemmeno un mese dopo la laurea venivano concluse due tra le più importanti indagini antimafia degli ultimi anni, tra Romagna e Repubblica di San Marino!), l’impressione è di assistere ad una fase di riassestamento dei vari gruppi criminali interessati ad investire in questa zona. Anche sotto il profilo dell’aggressione ai patrimoni illeciti si è verificata un’inversione di rotta, con più attenzione e cura rispetto al passato, da parte degli inquirenti (anche se per quanto riguarda la delicata fase dell’amministrazione giudiziaria e successivo riutilizzo dei beni confiscati non si è ancora adottato lo standard di altre zone virtuose, come a Torino o Milano). Certamente, per le sue peculiarità – zona ad alta concentrazione turistica, ottima collocazione geografica, vicinanza con la Repubblica di San Marino (e molto altro) – la riviera romagnola necessita di una costante attività di osservazione circa le dinamiche criminali che vi ruotano attorno.

Tra i tuoi numerosi impegni spicca la tua attività nel Gruppo Antimafia Pio La Torre. Ciò che hai studiato al Master ti ha in qualche modo fornito ulteriori spunti di approfondimento da condividere all’interno della tua associazione?

Le lezioni multi-disciplinari del Master APC, altamente specializzanti, sono state molte utili per fornirmi strumenti di analisi e rappresentazione del fenomeno a 360°. In particolar modo l’approfondimento sulle dinamiche corruttive sono state fondamentali per leggere meglio il territorio, alla luce delle recenti vicende che hanno riguardato (*in realtà tutt’ora in corso) la vicina Repubblica di San Marino. Mi riferisco all’indagine ribattezzata “Conto Mazzini”, che ha assunto contorni e somiglianze tali da essere definita altresì “Tangentopoli sammarinese”.

Peraltro, al momento sto preparando l’esame di Stato d’avvocato e grazie alle lezioni sull’evoluzione della legislazione anti-corruzione e sulla c.d. Legge Severino sono partito – come si suol dire – con una marcia in più su questi argomenti (un’esercitazione verteva proprio sui reati di concussione e induzione indebita!)

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

A prescindere dal tipo di formazione, l’esperienza del Master è fortemente consigliata a chiunque proprio per il suo carattere di universalità, che rende le tematiche trattate accessibili a tutti e nel contempo fornisce, a chi già si occupa di questi argomenti, approfondimenti incisivi e puntuali. Il rammarico, dal mio punto di vista, è non essere riuscito per questioni economiche e lavorative, a frequentare la maggior parte delle lezioni frontali a Pisa. Solo recuperandole grazie allo streaming (strumento e possibilità davvero utilissima, comunque) mi sono reso conto di aver davvero un’occasione unica per porre domande e confrontarmi in diretta con il docente e il resto della “classe”. Come già altri hanno osservato prima di me, il consiglio è pertanto quello di valutare fino a fondo l’opportunità di frequentare di persona tutte o comunque la maggior parte delle lezioni frontali.

L’esperienza di Giorgio Giraldi al Master APC

11 Nov , 2014,
Marco Antonelli
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Giraldi foto per intervistaGiorgio Giraldi, 55 anni, planner. Giorgio, perché hai deciso di iscriverti ad un Master che tratta di corruzione e criminalità organizzata?

Un master come questo dovrebbe far parte di qualsiasi percorso formativo, permette di approfondire tutte le conoscenze che si hanno e di inserirle meglio in un quadro più ampio e preciso. Bisogna rendersi conto che la corruzione e la criminalità organizzata influenzano l’economia in maniera determinante. I costi che ne derivano sono enormi, soprattutto in termini di qualità, e in un periodo difficile come questo è veramente fondamentale prendere coscienza di questi fenomeni.

Nei prossimi mesi condurrai uno studio interessante che  proverà a far sintesi tra diverse discipline. Puoi spiegarci di cosa si tratta?

In effetti è uno studio che si ripromette di dimostrare come la trasformazione del territorio possa orientare il comportamento, ottenendo allo stesso tempo dei risultati economici soddisfacenti.  Negli ultimi tempi ci si è giustamente preoccupati di  rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico, ma si è pensato poco a come rendere i luoghi pubblici più sicuri, senza considerare che questo poteva portare a maggiori risparmi in termini di spreco di denaro pubblico. La  sicurezza è un parametro fondamentale della qualità dell’ambiente urbano: non va considerato un business, ma una precondizione a tutto il resto.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Le consiglierei decisamente di iscriversi, perché questo tipo di formazione può aprire a un nuovo modo di pensare del quale abbiamo assoluta necessità. A volte quando si ha una certa età e una certa esperienza ci si illude di sapere quanto basta a cavarsela. La vita media si è allungata e le insidie da affrontare sono sempre più numerose. Il mondo è diventato più complesso e bisogna costantemente ampliare le proprie conoscenze per non soccombere.

L’esperienza di Veronica Sighele al Master APC

31 Ott , 2014,
Marco Antonelli
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VeronicaVeronica Sighele, 26 anni, residente nella provincia di Firenze, laureata in Scienze per l’investigazione e la sicurezza. Veronica, quando hai deciso di iscriverti al Master APC?

Durante l’ultimo anno di università ho iniziato a guardarmi intorno per capire cosa fare di lì a poco, ecco che sono capitata sul sito del Master APC. Tanti i nomi importanti dei professori e moltissimi i temi delle lezioni che a primo impatto mi avevano conquistata. Così è stato, il master APC ha ampliato le mie vedute, e le ha sicuramente arricchite. Nel mio background, al di là di un interesse personale, non c’erano mai stati corsi di studio su temi come la corruzione e la criminalità organizzata, il Master mi ha dato delle basi solide su cui continuare a lavorare, ad aggiornarmi.

In questi mesi, grazie ad una convenzione con il Dipartimento di Scienze Politiche, stai svolgendo un tirocinio presso la AUSL 10 di Firenze, dove ti occupi di prevenzione della corruzione. In cosa consiste il tuo lavoro?

Io faccio parte di un gruppo di lavoro che collabora con il Responsabile della prevenzione della corruzione, una figura introdotta dalla Legge 190/2012. Dopo un approfondito lavoro sulla normativa vigente relativa ai temi di prevenzione della corruzione e trasparenza, stiamo costruendo quello che sarà il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione della AUSL 10 di Firenze per il triennio 2015-2017. Sono tanti gli obiettivi che la normativa richiede e quindi è tanto il lavoro che c’è da fare!

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Sicuramente avere una classe di “poche” persone consente e agevola il confronto tra gli studenti e con i professori. Questo sicuramente è diverso rispetto all’impostazione universitaria dove il confronto con tutti gli altri è semplicemente impossibile dato l’elevato numero di studenti. Il percorso formativo di ogni mio collega del Master APC era diverso, quindi confrontarmi con ognuno di loro mi ha “regalato” qualcosa. Sono stati sicuramente loro “quel qualcosa in più” che solo un master così poteva lasciarmi. La possibilità di seguire le lezioni in modalità e-learning è utile per chi lavora, ma la presenza fisica alle lezioni consente di aprire dibattiti e costruire rapporti con i propri colleghi, anche nei momenti di pausa! Sui professori non credo che ci sia molto da dire, basta indagare un po’ sul loro background per capire la loro “forza” e lasciarsi conquistare.

L’esperienza di Claudia Cardella al Master APC

28 Ott , 2014,
Marco Antonelli
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10659398_10152429535103367_4214433247103638056_nClaudia Cardella, 26 anni, laureata in Scienze diplomatiche e internazionali, e con un diploma di master in Scenari internazionali della criminalità organizzata. Claudia, la tua carriera universitaria  è caratterizzata da ottimi percorsi di studio. Cosa ti ha spinto a proseguire ancora e frequentare il Master APC?

Il mio percorso di studi ha sicuramente costituito un’ottima base da cui partire, grazie agli strumenti di analisi politica ed economica ed alle conoscenze maturate in questi anni. Tuttavia la complessità di fenomeni quali il crimine organizzato e la corruzione richiede un serio approfondimento che solamente un percorso dedicato totalmente all’analisi dei fenomeni, e caratterizzato da una struttura multidisciplinare, riesce a dare. Finita la magistrale ho cercato un percorso che riuscisse a soddisfare questa necessità di formazione, ed il Master APC è stato quindi un naturale sbocco, come il corso di perfezionamento in Scenari Internazionali.

Non solo studio, ma anche volontariato: sei referente del presidio di Libera Forlì e presidente di un’associazione e centro culturale a Forlì. Come ha inciso il Master APC sul tuo impegno associativo?

La possibilità di definire le mie conoscenze ha dato sicuramente una marcia in più al mio impegno associativo, dall’organizzazione di un evento all’elaborazione di un progetto. Sono convinta che queste tematiche richiedano non solo conoscenza dei fatti ma anche strumenti di analisi critica, per evitare di cadere in banalizzazioni o diffusioni errate di informazioni. Questo percorso formativo mi ha reso più sicura e più lucida nella gestione delle attività dedicate all’antimafia, ed in molti momenti ha rafforzato anche il mio entusiasmo nello sviluppo e nella partecipazione della vita associativa.

Nei prossimi mesi sarai impegnata in un tirocinio presso Flare. Di cosa ti occuperai?

La scelta di usufruire dell’opportunità data dal Master di un’occasione di apprendimento pratico all’interno di Flare è stata dettata dall’interesse verso il ruolo che l’Unione Europea ha nella lotta al crimine organizzato e dalla possibilità di approfondire quest’ambito all’interno di una rete associativa. Flare è capofila e partecipa a diversi progetti in ambito europeo di lotta al crimine organizzato, all’economia illegale ed alla corruzione, per cui spero di riuscire a collaborare all’interno di questi contesti.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Il mio consiglio deriva da una mia mancanza che purtroppo è stata dettata dalla necessità. Consiglio infatti a chi volesse seguire il master di partecipare il più possibile alle lezioni in aula, magari traferendosi a Pisa, se possibile. Sicuramente la possibilità di seguire in streaming o in differita le lezioni è un vantaggio ed un’agevolazione preziosa, ma l’opportunità di confrontarsi direttamente con i docenti , i tutor e gli altri studenti è insostituibile. Per diversi motivi non sono riuscita infatti ad essere spesso presente a lezione, e quando mi sono trovata a recuperarle mi sono resa conto che avevo perso una parte importante di questo percorso formativo. Un altro consiglio che mi sento di dare è di informarsi prima della lezione sulla tematica trattata, sia attraverso i materiali didattici consigliati, sia in autonomia. Questo permette sicuramente un’attenzione maggiore e una capacità di stare al passo con le lezioni, nonché una maggiore possibilità di confrontare le proprie opinioni con quelle dei docenti, cosa che ovviamente è difficile fare ex post.

L’esperienza di Enrico Nocera al Master APC

18 Ott , 2014,
Marco Antonelli
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fotoEnrico Nocera, 28 anni, residente in provincia di Napoli, laureato in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione. Enrico, tu sei vicedirettore della testata giornalistica “Campania su web”. Le lezioni del Master APC ti hanno aiutato nel svolgere la tua professione? 

Senza ombra di dubbio. Il Master APC ha una qualità su tutte: quella di offrirti uno sguardo d’insieme vasto e, allo stesso tempo, approfondito sui fenomeni legati a corruzione e criminalità organizzata. Lavorando come giornalista in un territorio non facile come quello campano, bisogna disporre non solo di coraggio e “faccia tosta”, ma anche di un bagaglio culturale, giuridico, sociologico ed economico che  il Master APC offre sotto ogni punto di vista. Consiglierei a ogni mio collega di seguire almeno una lezione di questo corso di studi. Troppo spesso, infatti, i giornalisti trattano con estrema superficialità e mero spirito “cronachistico” gli eventi legati a corruzione e organizzazioni mafiose. In poche parole: si parla solo del fatto, non delle cause che hanno portato al realizzarsi di quel fatto. Proprio perché queste sono di difficile individuazione e spiegazione. Ecco: il Master APC ti spiega quali sono queste cause e, soprattutto, come si potrebbe fare per prevenirle.

Tu sei il vincitore di una delle due borse di studio totali messe a disposizione dal Master APC, quella dedicata alla memoria di Roberto Morrione. Un riconoscimento importante che porta ad avere grandi responsabilità. Questo ha inciso in qualche modo nel tuo percorso di Master?

Ha inciso sul cento percento del mio percorso formativo. Vincere una borsa di studio che porta un nome così “pesante” è una responsabilità non da poco, che ho cercato e cerco ancora oggi di onorare con tutto me stesso. Sai sempre di dover dare il doppio in ogni cosa che fai, non solo nello studio: anche il tuo lavoro ne è positivamente condizionato. Scrivere un articolo, e metterci sotto la mia firma, non diventa più un mero esercizio quotidiano (cosa che, ripeto, purtroppo è diventata quasi prassi nel giornalismo nostrano). Sai, insomma, di non poter prendere questo lavoro alla leggera. Già fare il giornalista è responsabilizzante. Essere accostati al nome di Morrione lo è molto di più.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Liberati da schemi mentali e pregiudizi. Il Master APC apre mente e prospettive, ti indirizza lungo un percorso per molto aspetti inedito in questo Paese. Anzitutto per il coraggio teso a dimostrare come le mafie non siano solo un problema del Meridione italiano, come mentalità arcaica di questa nazione vorrebbe. E poi di seguire, quanto più possibile, le lezioni in presenza, non limitarsi a una mera interazione online che si risolve nel mandare una relazioncina di due pagine al tutor per guadagnarsi la presenza. Frequentare il Master APC significa entrare in contatto con persone e realtà che potrebbero cambiare in meglio il modo di guardare la realtà circostante. Bisogna, però, immergersi fino in fondo.

L’esperienza di Adriana Varriale al Master APC

8 Ott , 2014,
Marco Antonelli
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memememeAdriana Varriale, 23 anni, residente a Milano, laureata in Comunicazione e società. Adriana, sei stata una delle allieve che ha registrato il maggior numero di presenze in aula durante la IV edizione del Master APC. Che tipo di rapporto hai avuto modo di instaurare con i docenti?

Aver avuto la possibilità di frequentare di persona la quasi totalità delle lezioni è stata sicuramente un’agevolazione per me. Fin dal primo giorno di master mi sono detta che quei professori non li avrei mai rivisti, alcuni sì magari, ma non in una circostanza come quella del Master APC, dunque avrei dovuto approfittare dell’occasione per sommergerli di domande, ed è stato fantastico! Ho avuto così modo di togliermi curiosità su svariati temi e di approfondirne altri già conosciuti. Comunque, se posso… la pausa caffè e i momenti “prima di accendere il microfono” sono i migliori per rompere il ghiaccio con i professori.

Il tuo interesse per i temi del Master non è solo accademico. Infatti collabori con il giornale online Stampoantimafioso, sostenuto, tra gli altri, dal Prof. Nando Dalla Chiesa. Quali insegnamenti hai messo a frutto in questa esperienza?

Io sono approdata al Master APC anche e soprattutto per la mia collaborazione con Stampoantimafioso.it. Entrata nel gruppo dei redattori mi sentivo poco preparata e ancora acerba: il Master mi ha permesso di conquistare più sicurezza, mi ha dato modo di riempire lacune importanti (non sapevo quasi nulla di Sacra Corona Unita) e soprattutto mi ha dato l’opportunità di scrivere uno dei miei migliori articoli per Stampoantimafioso.it in occasione della lectio magistralis di Don Ciotti.

Hai da poco iniziato un tirocinio presso il Comune di Milano. Quali attività andrai a svolgere?

Il tirocinio qui in Comune si sta rivelando davvero interessante. L’idea di base, presa anche grazie ai consigli del prof. Vannucci, è quella di seguire da vicino la redazione e il completamento delle valutazioni annuali sul Piano Triennale Anticorruzione del Comune di Milano. Fortunatamente il lavoro è tanto: fino ad ora mi sono occupata dei report semestrali delle direzioni centrali e ho elaborato un nuovo formato per la redazione dei report stessi, ho iniziato il monitoraggio per la trasparenza in materia di sussidi e contributi e a breve entreremo “nel vivo” della questione delle valutazioni. Ammetto di essere davvero entusiasta!

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Ho già incontrato due persone interessate, dunque ripeterò ciò che ho detto loro. Il Master APC è un’esperienza complessa, completa, che arricchisce e fornisce un pensiero critico su temi che non è facile riuscire a trattare così approfonditamente al di fuori di master come questo. Un consiglio che mi permetto di dare: il master è estremamente multidisciplinare, anche se non si possiedono competenze specifiche di sociologia, economia, diritto amministrativo e penale le spiegazioni sono tutte piuttosto chiare e i professori molto disponibili a chiarimenti anche al di fuori della lezione grazie alla possibilità di contattarli via mail. Io ammetto di essere una studentessa piuttosto “polemica” e che fatica a non dire ciò che pensa, dunque ammetto che a volte mi sono trovata in grande disaccordo con alcuni professori, ma, come mi ha insegnato Emilia (project manager del Master APC), questa esperienza serve anche a scontrarsi con punti di vista differenti dal nostro e, anche se non riusciamo a trovarci d’accordo, accogliere nuove “lenti” per leggere i fenomeni in modo diverso serve, moltissimo. Vorrei però che i nuovi studenti siano un po’ spregiudicati come me: il confronto coi professori e gli altri studenti è fondamentale, fa crescere, fornisce nuove chiavi di lettura che prima non avresti mai neanche immaginato. Io ho imparato moltissimo e credo che il fatto che io abbia seguito la quasi totalità delle lezioni di presenza mi abbia aiutato molto, dunque, se volete frequentare, correte a Pisa, trovate una camera e godetevi il master!

L’eperienza di Elisabetta Bosio al Master APC

6 Ott , 2014,
Marco Antonelli
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GetAttachmentElisabetta Bosio, 35 anni, residente a Torino, laureata in Sociologia. Elisabetta, da diversi anni collabori con l’associazione Gruppo Abele di Torino e da circa un anno segui il progetto Riparte il futuro, una campagna che si occupa degli stessi temi del Master. In che cosa consiste il tuo lavoro?

Riparte il Futuro è una campagna  digitale promossa da Libera e dal Gruppo Abele contro la corruzione. La campagna intende  sensibilizzare ad una cultura della legalità,  stimolando da un lato la politica, informando e rendendo partecipi i cittadini dall’altro.  Io nello specifico mi occupo di monitoraggio dell’operato della istituzioni pubbliche, svolto in un’ottica di dialogo con gli enti e la politica e di informazione ai cittadini.  Ciò significa verificare i loro adempimenti rispetto alla recente normativa anticorruzione e alle proposte di trasparenza  avanzate dalla campagna.

Grazie al Master APC hai iniziato un tirocinio presso il Coripe. In che modo stai mettendo a frutto gli insegnamenti raccolti durante le lezioni? L’attività di tirocinio si basa su un lavoro di valutazione dei piani anticorruzione previsti dalla Legge 190 del 2012 predisposti dalle aziende sanitarie nazionali. Tale lavoro  mi sta permettendo di approfondire alcuni aspetti della normativa anticorruzione e soprattutto di  capire e conoscere come questa è stata accolta e interpretata dagli enti pubblici che la devono applicare, con la possibilità di meglio comprendere i suoi limiti ma allo stesso tempo le occasioni di cambiamento organizzativo che essa offre.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle? Il master APC offre la grande opportunità, per chi lavora o è impossibilitato a viaggiare, di seguire le lezioni a distanza. Tuttavia, consiglierei, a chi può,  di partecipare il più possibile alle lezioni in aula,  la relazione con i docenti, lo scambio con gli altri studenti del corso e la varietà di profili formativi e lavorativi che si può incontrare è sicuramente un arricchimento professionale e umano che solo un’esperienza come il master può fornire. 

L’esperienza di Francesco Quarta al Master APC

1 Ott , 2014,
Marco Antonelli
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196507_4280346520812_838693394_nFrancesco Quarta, 27 anni, residente nella provincia di Lecce, laureato in Lingue e Letterature straniere e un master in Relazioni Internazionali. Francesco, il tuo percorso di studi sembrerebbe distante dai temi del Master APC, cosa ti ha spinto a intraprendere questa esperienza?

Fenomeni come la criminalità organizzata e la corruzione, purtroppo, riguardano quasi la totalità dei settori della società in cui viviamo; le mafie difatti agiscono trasversalmente e guidate da un solo scopo che è quello del profitto. In tematiche come le Relazioni Internazionali, l’ingente quantità di flussi di denaro che ci sono in gioco tra i diversi paesi del mondo, attirano l’attenzione della criminalità organizzata che si serve anche della corruzione per ottenere queste risorse. Sono esempi lampanti proprio in questi i giorni i casi di corruzione internazionale che mettono in pericolo l’attendibilità di un’istituzione come la FIFA  e di un ente come ENI. La possibilità di poter dare il mio contributo nel mio settore, solo all’apparenza lontano da tematiche come criminalità organizzata e corruzione, ha fatto sì che intraprendessi questa esperienza del Master APC.

Da tempo collabori con il Laboratorio Internazionale di Libera. Di che cosa ti occupi? Le lezioni del Master ti hanno aiutato nel tuo lavoro?

Da quasi due anni sono un volontario del Laboratorio Internazionale di Libera; ognuno, proveniente da un diverso percorso formativo, ci mette del suo affinché il Laboratorio sia costantemente attivo sulle attività di contrasto ai fenomeni di illegalità che proliferano a livello internazionale come il narcotraffico, la tratta di esseri umani e le attività illecite ad esse connesse sviluppate dalle mafie. Io nel mio piccolo ho cominciato a dare il mio contributo soprattutto occupandomi di traduzioni in lingua spagnola ed inglese. Sicuramente, dopo aver avuto la possibilità di frequentare il Master, il mio appoggio è andato anche oltre le traduzioni ed occupandomi anche di contenuti, essendo ora uno dei referenti della campagna europea “Restarting the Future”.

In questi mesi hai svolto il tirocinio presso il Gruppo Abele, seguendo la campagna Riparte il futuro. Di cosa ti sei occupato?

La possibilità di lavorare presso un’associazione del calibro del Gruppo Abele e della più grande campagna anticorruzione in Italia, che è Riparte il Futuro, ha fatto sì che mettessi subito in pratica le importanti nozioni acquisite durante le lezioni del Master APC. Nello specifico, ho fatto parte di un team di lavoro per il lancio della campagna anticorruzione anche a livello europeo, durante le elezioni del nuovo Parlamento, “Restarting the Future”. Inoltre, ho collaborato nel monitoraggio civico dei comuni che nelle elezioni del 2014 si sono impegnati a mettere in atto la delibera proposta dalla campagna Riparte il Futuro. Ho avuto anche il piacere di poter sviluppare personalmente i punti della delibera stessa attraverso 5 piccoli post scientifici pubblicati sul blog del sito della campagna. Tutto ciò, ovviamente, sempre guidato dai miei tutor, di fondamentale aiuto nello sviluppo di queste difficili tematiche.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Il Master APC va al di là della unica e sola attività universitaria; senza un coinvolgimento emotivo nelle tematiche della legalità, anticorruzione, antimafia, non si riuscirà a capirne il vero significato. Io ho avuto l’opportunità di seguire via internet attraverso il servizio e-learning. Quello che posso consigliare è, a meno che non si abbiano grossi problemi di lavoro come avevo io, di seguire di persona quanto più è possibile, in modo da potersi confrontare e scambiare idee con i compagni e con i docenti. Il mio consiglio è quello di approfittare soprattutto dei dibattiti con coloro che non sempre la pensano alla stessa maniera e che creano ancor più momenti di arricchimento.

L’esperienza di Stefano Busi al Master APC

26 Set , 2014,
Marco Antonelli
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10425369_10204203556195771_849886734322171127_nStefano Busi, 29 anni, residente a Genova, laureato in Amministrazione e Politiche Pubbliche. Da anni operi come educatore nella rete di Libera, dove sicuramente le occasioni di formazione e studio non mancano. Perché dunque hai scelto di iscriverti al Master APC? Perché non bisogna mai sentirsi arrivati, perché la formazione o è continua o non è, perché proprio impegnandomi in Libera ho imparato a mettermi in gioco ogni giorno: su queste basi, iscriversi al Master APC era la cosa giusta da fare.

 

Da alcuni mesi sei stato eletto referente di Libera Liguria, un ruolo di rappresentanza primario di una rete in continua crescita. Quali insegnamenti  del Master hai potuto mettere in atto durante questa esperienza? Verrebbe da dire: tutti! Da ogni lezione ho cercato di trarre  ciò che poteva essere utile per il mio incarico. Devo ammettere che, visti i temi affrontati nel Master, non è stato esercizio complesso!

 

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle? Cerca di seguire le lezioni, se possibile partecipando fisicamente. Avrai la possibilità di ricevere una formazione di altissimo livello, sarebbe un vero peccato non poter goderne al cento per cento.

 

L’esperienza di Andrea Curci al Master APC

24 Set , 2014,
Amministratore Web
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Andrea Curci, residente nella provincia di Foggia, laureato in Filosofia. Andrea, da cosa nasce il tuo interesse per i temi del Master APC? In passato ho sempre vissuto i temi della corruzione e della criminalità organizzata come lontani dalla mia realtà, perché pensavo che la corruzione fosse fatta di semplici e piccoli favori e la criminalità non fosse tanto organizzata. Invece, mi sbagliavo. Questo è successo perché nell’accondiscendenza più totale questi fenomeni venivano oscurati e i luoghi comuni ne facevano da padroni. Così, l’interesse per queste tematiche è nato da particolari vicissitudini verificatesi nei paesi limitrofi al mio. Ho iniziato ad approfondire le storie che raccontava la gente e a sentire la drammaticità di quegli eventi. Ho scoperto la corruzione nelle aziende sanitarie e nelle pubbliche amministrazioni che frequentavo da cittadino, ho scoperto la mafia nella mia terra. In questo modo, dopo la mia laurea, ho cercato un Master che avesse delle risposte alle mie domande, che non solo mi qualificasse ma che mi formasse davvero, e così nel cercare mi sono imbattuto nel Master APC.

 

 Hai da poco iniziato un tirocinio presso l’Arci Foggia. Di che cosa ti occuperai? Qual è lo scopo di questa esperienza? Il mio tirocinio presso il Comitato Provinciale dell’Arci di Foggia è un esperienza che ho voluto in virtù dell’impegno mostrato da parte di questa associazione sui temi del Master. Nella mia ricerca mi occuperò d’indagare la percezione del fenomeno mafioso sul territorio della Provincia di Foggia. Questo perché credo sia necessario confrontare i dati forniti dalla stampa e dalle istituzioni circa la criminalità organizzata con la percezione che ne hanno gli operatori economici. Quando nell’ultimo rapporto di S.O.S. Impresa ho letto che circa il 50 % delle attività commerciali nella provincia pagano il pizzo mi sono chiesto se forse valeva la pena chiedere alle persone cosa ne pensano. Per questo motivo, conoscendo a priori lo scetticismo da parte degli stessi soggetti a comunicare le proprie esperienze, ho elaborato un questionario anonimo che potesse dire qualcosa di più su quello che vivono. La sottomissione al racket delle estorsioni è un fenomeno che da molto tempo soffoca gente per bene che non sa come sottrarsi alle mani della malavita locale. La somministrazione dei questionari ad un campione di operatori economici spero mi porti ad arricchirmi con un’esperienza unica, quella del contatto con le persone che sentono sulla propria pelle questo male. Anche se non direttamente con le parole basteranno gli occhi per capire cosa non ci permette di vincere la mafia.

 

 Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle? In primis, gli direi che se ha problemi di vista e gli servono lenti nuove il Master APC è perfetto. Il Master ti regala nuove prospettive da cui guardare la realtà che sia quella economica, che sia quella sociale, che sia quella giudiziaria di un Paese diverso da quello in cui spesso si crede. L’esperienza multi disciplinare del corso e l’importanza dei suoi relatori mi ha lasciato un bagaglio smisurato di conoscenze. Consigli non ne do ma credo che iscriversi a questo Master non sia semplicemente una scelta professionalizzante ma una scelta di vita. Questo Master non finisce in aula o con le ore di tirocinio ma continua fuori, sempre, con la voglia di cambiare qualcosa.