Category Archives: Le voci degli allievi della V edizione

L’esperienza di Giovanni Manuguerra

10 Feb , 2016,
Marco Antonelli
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Giovanni Manuguerra, 27 anni, nato a Firenze, vive nella provincia di Agrigento, laureato con lode in Economia e Direzione aziendale presso l’Università Kore di Enna, nominato cultore della materia su temi economici. Quali sono stati i motivi che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

Credo che per chi vive in una terra tanto bella quanto disgraziata (parafrasando Borsellino) quale è la Sicilia, sia portato ad interessarsi, anche se in piccola parte a questi temi. Interesse che si è andato, via via espandendo, durante il mio personale percorso di studi che ha toccato anche le tematiche della corruzione vista quale fattore di mancato sviluppo del nostro Paese. A ciò si è unità la possibilità di collaborare ad un lavoro di pubblicazione che affrontando il tema della relazione tra il settore del gioco d’azzardo e la criminalità organizzata, non ha fatto altro che avvicinarmi ancora di più a questi temi di grande importanza e rilevanza. Da ciò deriva come il Master APC, rappresenti la più grande realtà formativa per tali temi, divenendo una scelta quasi obbligatoria.Grazie ad esso ho avuto l’opportunità di poter conoscere e assistere alle lezioni dei più importanti esperti del settore, come ad esempio il Prof.Picci, il Prof.Sciarroneo il GiornalistaPalazzolo, oltre ovviamente alle Lectio Magistralis di Piercamillo Davigo e Raffaele Cantone. Questa varietà di esperti, in diverse discipline, mi ha aiutato a comprendere come il fenomeno della corruzione non sia solamente un fenomeno da rilegare ad un approccio prettamente giuridico. Ma che tocca e mette in relazioni aspetti, che personalmente ho sottovalutato o non avrei mai preso in considerazione, quali le ricadute economiche, politiche, umane-sociali-culturali. Questo Master, come ebbe a dire nella sua prima lezione il nostro direttore, il Prof. A.Vannucci, non da una risposta e anzi, come l’ha definita lui stesso attua una “decostruzione-costruttiva” delle poche certezze che possiamo avere una volta usciti dall’università (spero di aver reso l’idea!!); finendo così per l’essere una fonte continua e inesauribile di riflessioni di altissimo valore formativo in tutte le discipline. Si finisce, così, con l’iniziare a seguire le lezioni con poche certezze e sono ancora meno quelle che ti rimangono una volta che l’hai finito. Ma forse la forza di questo percorso formativo risiede proprio in questo, e cioènel cercaredi riuscire a trovare una risposta alle molte, e forse troppe, domande che ti poni e a cui non hai trovato una risposta, e che ti spinge a ricercarla ponendo indirettamente le basi del cambiamento.

Stai per iniziare un tirocinio presso Avviso Pubblico, in particolare nel gruppo di lavoro sull’infiltrazione della criminalità organizzata in ambito economico. Cosa ti aspetti da questa esperienza e come pensi di mettere a disposizione le competenze acquisite nell’ambito del Master?

Da questa esperienza mi aspetto grandi cose! Soprattutto per il gruppo di lavoro che si andrà a formare,il tema rilevante, quale è il rapporto tra i comuni e le società partecipate e controllate,  che si affronterà e l’obiettivo, ambizioso e importante, che si vuole raggiungere.Credo che la consapevolezza del fenomeno, acquisita grazie alla partecipazione al Master APC, unita all’importanza di un’attività di prevenzione, possa aiutarmi a dare, o almeno provarci, quel contributo e/o valore aggiunto che per chi entra a far parte di gruppo di lavoro così importante gli viene richiesto.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Beh gli consiglierei di vivere quest’esperienza a 360° gradi, di essere quasi degli “stalker” dei docenti (uso questo termine perché il comportamento c’è stato consigliato dall’equipe del master!!)e soprattutto di trovare un posto dove fanno un buon caffè e che la macchinetta del dipartimento non dà il resto. Scherzi a parte bisogna sfruttare ogni occasione per un confronto costruttivo con i docenti, e di creare dei bei legami con i colleghi lasciando a casa i preconcetti che si hanno e di avere una grande voglia di mettersi in gioco per meglio comprendere la realtà e complessità di questi fenomeni. E infine di non perdere la notte bianca del master oltre di vivere la città!

L’esperienza di Andrea Jengo

24 Nov , 2015,
Marco Antonelli
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Andrea, laureato in Sociologia presso l’Università La Sapienza di Roma, hai lavorato per anni presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia, poi hai diretto la sede regionale della RAI in Umbria, sei stato responsabile aquisti e appalti in RAI e adesso dirigi la sede regionale della RAI in Toscana. Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere il percorso di studi al Master APC?

Sostanzialmente due. La prima riguarda la necessità di comprendere meglio, direi di conoscere più a fondo, il lavoro di contrasto al fenomeno della corruzione nelle sue varie articolazioni; la seconda risiede in una prospettiva personale di medio periodo, legata ad un impegno diretto nel momento nel quale sarò libero da impegni di lavoro, mettendo a disposizione le esperienze professionali fatte per ipotesi tutte da definire.

   

Come descriveresti l’esperienza del Master APC? Pensi possa essere utile anche per chi lavora nel campo dell’informazione?

Intanto una doverosa premessa che riguarda il mio essere senior in questa esperienza formativa, che si aggiunge ad analoghi percorsi post-universitari intrapresi nel tempo. Per questo è evidente una percezione diversa da quella dei colleghi molto più giovani di me e freschi di laurea, probabilmente mossi da altre motivazioni (e prospettive future) rispetto alle mie. Rispondo alla prima domanda ponendo subito due sensazioni forti: percorso didattico eccellente e straordinaria opportunità delle testimonianze dirette di assoluto primo rilievo, racchiuse all’interno di un’aula che nel corso dei mesi è diventata comunità attiva nel senso pieno del termine ben oltre, io credo, i normali processi di esperienze formative analoghe.

Nando Dalla Chiesa ha dato, molto meglio di me, la percezione di questi aspetti nel suo blog, dopo avere incontrato gli studenti del Master. Non è stato, in altri termini, soltanto il luogo di approfondimenti conoscitivi utili e necessari in un contesto molto vasto di interdisciplinarietà, ma anche il luogo nel quale si è avvertita sempre la presenza di un senso di comune partecipazione di passione civile.

Utile a chi lavora nell’informazione: certamente si. Questo è un tema ampio che provo a sintetizzare in poche parole: fondamentale informare sulla cronaca quotidiana dei fenomeni mafiosi e della corruzione, questo avviene ma con il rischio di essere sommersi da questa marea che ogni giorno si rinnova e si moltiplica (non certo per colpa dei giornalisti), dando vita a fenomeni di assuefazione alla notizia che in qualche immunizza l’opinione pubblica.

Non si riesce invece, fatte salve le dovute eccezioni alcune delle quali le abbiamo incontrate nel Master , a raccontare quello che avviene dopo, nei mesi e negli anni successivi a opera di un mondo fatto di donne, di uomini e di associazioni che ogni giorno svuotano dal dentro i profitti e gli utili delle attività criminali, vanificandone più e meglio del carcere gli obiettivi che queste perseguono.

Ci si domanda: questo ultimo fenomeno non interessa gli editori (forse perché fa poca notizia) oppure per parlarne e scriverne occorrono buone motivazioni e specifiche conoscenze. Probabilmente vero l’uno e veri gli altri, ragione di più per ampliare le opportunità di esperienze mirate.

   

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

E’ già capitato e certamente capiterà ancora. Provo anche qui a schematizzare: ho già detto di una esperienza formativa di livello unita ad una forte relazione umana. Aggiungo che il Master APC integra competenze già acquisite in una dimensione per la quale mi sembra vi siano opportunità professionali di rilievo (pure con tutte le difficoltà del tempo e particolarmente per i giovani).

L’esperienza di Giulia Giardi

17 Nov , 2015,
Marco Antonelli
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Giulia, 24 anni, siciliana, Master of laws con lode presso l’Università di Maastricht. Dopo anni di permanenza all’estero sei tornata in Italia per frequentare il Master APC. Quali ulteriori strumenti di analisi ti ha offerto questo percorso rispetto alla tua esperienza internazionale?

For me, the Master was a double process of discovery. The studies I completed in Maastricht were predominantly legal in nature, therefore, during the Master, I was able to become acquainted with and learn to apply methods belonging to other disciplines. Like all other global and societal problems we are faced with, the phenomena of organized crime and corruption are multifaceted, they are not purely legal, economic or social problems. The variety of causes of these issues is perfectly reflected in the educational experience offered by the Master. The main skill I developed is that of looking at things from a number of different perspective and analyzing the musing tools from many disciplines. The second process of discovery was that of my country. Having lived abroad for most of my life this was a wonderful occasion to learn about my country’s history, its problems, but also  – and maybe especially – of the positive and strong responses to these problems provided by Italian scholars, law enforcment agents, magistrates, civil servants and citizens, some of which I only read about and others who I had the pleasure and honour of meeting as lecturers or fellow colleagues.

Dopo il Master e il tirocinio che hai svolto presso Riparte il futuro tornerai a Maastricht, dove hai vinto il concorso per il dottorato. Di cosa andrai ad occuparti e come pensi di mettere a frutto le conoscenze acquisite al Master?

My doctoral thesis will centre on the problem of organized trafficking in waste. I will conduct two case studies – one in Italy and one in the Netherlands – to understand what makes this activity possible, what it consists in and what solutions exist and are needed. In this research I will adopt a multidisciplinary approach, inspired by the Master. I will use social network analysis to analyse (the bahaviour of) the actors involved. I will recontrsuct the various phases of this activity using situational crime prevention and I will evaluate existing policies and legislation. Each of these techniques has been touched upon during the Master, so I can definitely say that I will not only be able to use what I learned in terms of substance regarding the problems of organized crime and corruption, but also the methodological linsights received.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

I would highly recommend following the Master, having myself followed the Master at a distance and in class I would definitely say that being physically present is a wonderful experience, but the usefulness of the e-learning platform should not be underestimated.

L’esperienza di Franco Nicastro

12 Nov , 2015,
Marco Antonelli
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Franco, calabrese di origini, ma da anni residente in Veneto, laureato in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni presso la facoltà di Giurisprudenza “G. Marconi” ed in Economia e Gestione delle Imprese presso la Facoltà di Economia dell’Università Internazionale Uninettuno, attualmente funzionario del Comune di Venezia. Franco, tu sei responsabile dell’Unità Organizzativa Complessa “Servizio Trasparenza”, di cosa ti occupi?

Mi occupo di anticorruzione e trasparenza amministrativa, coordinando l’apposita struttura di supporto al Segretario Generale dell’ente, quale Responsabile di prevenzione della corruzione e Responsabile della trasparenza. In particolare, collaborando con il Segretario Generale, mi occupo di programmazione delle misure e delle politiche di prevenzione della corruzione, di stesura, aggiornamento e monitoraggio del piano anticorruzione e del programma per la trasparenza, di controlli sul corretto adempimento da parte delle varie direzioni comunali (il Comune di Venezia ha oltre 3200 dipendenti ed strutturato con 25 Direzioni).

Sonocomponente del gruppo dei referenti dell’anticorruzione del Comune di Venezia a supporto del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e all’interno di esso, mi occupo anche dell’area a rischio “Attività di controllo, verifiche successive/ispettive e attività repressive”.Sono componente di altri gruppi di lavoro all’interno del Comune di Venezia, in materia di anticorruzione e trasparenza.

Nel Comune di Venezia ho redatto e curato la procedura di attuazione del progetto sul “Whistleblowing”, costituto da una regolamentazione giuridica, organizzativa e amministrativa e da una piattaforma tecnologica e informatica che, insieme, consentono di soddisfare i requisiti di tutela e protezione sottesi al nuovo istituto.

Svolgo attività di docenza sui temi dell’anticorruzione e della trasparenza sia all’interno del Comune di Venezia (quale docente interno), sia in collaborazione con altre società/associazioni. Negli ultime settimane sono stato co-redattore e co-progettatore, all’interno del Comune di Venezia, di una interessantissima e riuscita iniziativa formativa-partecipativa “Valori e buone pratiche per combattere la corruzione”: una serie di tavoli di discussione che hanno coinvolto circa 300 dipendenti del Comune di Venezia per affrontare il tema delle politiche di prevenzione della corruzione con modalità world cafè e barcamp, al fine di coinvolgere dal basso un numero elevato di dipendenti con l’obiettivo di uscire dalla logia di adempimento cui si affronta spesso il tema dell’anticorruzione e portare invece la discussione e il comune “sentire” nel campo dei valori e delle proposte di buone pratiche lavorative.

E in che modo le lezioni del Master APC sono state utili per il tuo lavoro?

Il master, proprio per la sua natura e per il suo carattere multidisciplinare nell’ambito dell’analisi, della prevenzione e del contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione, è stato molto utile per acquisire importanti e fondamentali conoscenze  su molti aspetti ed approcci alla materia, anche diversi da quelli giuridici-amministrativi, che comunemente sono abituato ad affrontare nel mio lavoro; tutto ciò ha arricchito il mio bagaglio di esperienze e conoscenze culturali ma ha avuto indubbiamente una importante conseguenza sull’attività lavorativa che svolgo tutti i giorni nel Comune di Venezia

 Da tempo collabori con Avviso Pubblico (partner del Master APC). Quali sono le principali attività che svolgi e quanto pensi possa essere incisivo il ruolo di un’associazione che mette insieme Enti Locali e Regioni per contrastare mafie e corruzione?

La straordinaria collaborazione con l’Associazione “Avviso Pubblico”, si concentra, all’interno del gruppo di lavoro “Infiltrazioni nell’economia legale”, in modo particolare sul tema della corruzione sia nelle pubbliche amministrazioni che nelle società ed enti partecipati e controllati dalle amministrazioni pubbliche. La collaborazione con Avviso Pubblico è anche legata all’attività di formazione, partecipando, quale relatore e formatore, a diverse iniziative che l’Associazione eroga alle amministrazioni pubbliche. Ma l’aspetto più caratterizzante di questa collaborazione è proprio il senso di appartenenza ad un’associazione che quotidianamente si impegna per lo sviluppo di una cultura della legalità nel nostro Paese: in questo il rapporto criminalità organizzata- corruzione è strettamente legato, in quanto è ampiamente dimostrato come la corruzione sia proprio uno dei tradizionali strumenti di azione delle organizzazioni criminali e come, al tempo stesso, le stesse organizzazioni criminali si inseriscano nelle reti della corruzione per trarne profitti, instaurare relazioni, acquisire “capitale sociale” e, molto spesso, per svolgere il ruolo di garanti all’interno dello scambio corruttivo occulto.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Di iscriversi, innanzitutto. Poi consiglierei di essere, da un lato, “parte attiva e curiosa” nel frequentare le lezioni, nello studio, nelle interazioni con i colleghi, i docenti ed i tutor; dall’altro, di farsi “prendere” dalla dinamiche e dalle relazioni del master, in quanto, dalla combinazione di questi due fattori si crea un positivo circolo virtuoso che trasmette le conoscenze e le esperienze giuste per diventare, come dice spesso il direttore del master, degli ottimi “professionisti dell’etica”.

L’esperienza di Federica Mazzei

9 Nov , 2015,
Marco Antonelli
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Federica, 27 anni, originaria di Monza, laureata in Economia, finanza e integrazione internazionale con una tesi sugli effetti della corruzione, collaboratrice presso un giornale locale. Per quale motivo hai deciso di iscriverti al Master APC?

È stata la naturale conseguenza alla tesi di laurea specialistica. Avevo voglia di integrare il mio interesse perché senza una quadro multidisciplinare, come quello offerto dal Master APC, è difficile individuare l’articolazione di mafia e corruzione, due fenomeni strettamente connessi. Dunque, studiare per conoscere, studiare per approfondire, studiare perché se conosco un po’ di più un problema posso guardarlo con occhi diversi. E più che mai, in tema di mafia e corruzione, è necessario diffondere un approccio complesso.

Hai iniziato da diverse settimane un tirocinio presso l’associazione di promozione sociale Cittadini reattivi, una giovane realtà che promuove informazione e giornalismo civico. Come stai vivendo questa esperienza e quali sono gli incontri più significativi che hai fatto fino ad oggi?

Sto vivendo un’esperienza nuova, diversa da quelle affrontate finora. Ho scoperto che il sano giornalismo è quello di chi tutti i giorni sceglie di dedicare energia e tempo -la gran parte- all’informazione di qualità, cercando di mantenere viva quella rete di cittadini che denunciano i disastri del territorio in cui vivono. Sto assistendo a un atto di estrema determinazione della giornalista Rosy Battaglia che mi insegna un modo alternativo, e all’avanguardia per la realtà italiana, di produrre lavori di civic e data journalism attraverso l’uso degli strumenti digitali. Il percorso affianca alla studio delle problematiche ambientali, la partecipazione a eventi ad alto profilo formativo. A inizio settembre, ho partecipato a “Le Giornate del Giornalismo di Riccione”, dove sono potuta entrare in contatto con il panorama attuale dei giornalisti di inchiesta italiani e non solo.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Consiglio di viverlo a pieno. È un’opportunità enorme per restare svegli di fronte a problemi che sembrano insormontabili. Niente è invincibile se esce dalla sfera dell’ignoto. Buon inizio anno a tutti!

L’esperienza di Irene Sicurella

6 Nov , 2015,
Marco Antonelli
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Irene, 27 anni, milanese, laureata in Lettere Moderne con una tesi su Calvino, decidi poi di frequentare la Summer School on Organized Crime dell’Università di Milano e il Corso di perfezionamento in Scenari internazionali della Criminalità Organizzata gestito dal prof. Nando Dalla Chiesa. Per quale motivo una laureata in Lettere si iscrive al Master APC? E come ti sei trovata in una classe di allievi che hanno per la maggior parte una formazione di base molto diversa dalla tua?

È una domanda che mi sono sentita fare e che mi sono fatta spesso. Ho pensato che frequentare questo Master fosse il mattone mancante di un percorso iniziato un paio di anni fa. L’interesse per questi argomenti è iniziato in modo casuale, ma nel momento in cui ho deciso di approfondirli ho pensato che mettermi a studiare fosse l’unica via per poter essere più credibile nei confronti di me stessa in primis e poi nei confronti degli altri. L’aspetto umano, e umanistico, che ritrovo in questi fenomeni è stato sicuramente la prima molla, quella che tuttora mi fa sentire una sorta di urgenza personale quando vengono trattati questi argomenti. Per continuare il lavoro mi serviva una “cassetta degli attrezzi”, quell’approccio tecnico e quegli strumenti scientifici che credo indispensabili per costruire un progetto di lotta alla mafia e alla corruzione fruttuoso e che sfugga dalle semplificazioni. Trovare in classe persone con una formazione così diversa e diversificataè sicuramente uno dei punti di forza del Master. A parte i timori iniziali, è stato per me stimolante poter apprezzare il contributo che ognuno poteva apportare in base alla propria area disciplinare di provenienza e il confronto fra diversi approcci. Questo ha, secondo me, tre effetti significativi: permette di problematizzare le tematiche e capirne a fondo la complessità, porta ognuno, in modo quasi naturale, a saggiare la tenuta del proprio punto di vista e, cosa molto bella, ha portato alcuni, me compresa, ad appassionarsi ad ambiti disciplinari diversi da quelli di provenienza.

 

Il tuo tirocinio si svolge in una delle trasmissioni giornalistiche più seguite ed apprezzate, Presadiretta. Di cosa ti occupi e come pensi di mettere in pratica le conoscenze acquisite durante un anno di Master?

Ho appena iniziato e sto già vivendo a pieno l’atmosfera della redazione di una trasmissione d’inchiesta. Affianco i giornalisti per cercare e approfondire le storie e i temi che saranno trattati nelle puntate. Quello che sicuramente sto mettendo più in pratica è l’aspetto dell’approfondimento, della ricerca. Ogni tema trattato ha molteplici protagonisti, aspetti, tematiche che vanno conosciuti ed esplorati. E in più, purtroppo, in tantissime di queste storie è presente la corruzione. In questi pochi giorni ho già potuto vedere concretamente come sia diventato un vero e proprio stile d’azione, come comporti l’intreccio sistematico di diversi attori pronti a scambiarsi le proprie risorse e quanto purtroppo sia difficile per le persone a conoscenza dei fatti e per quelle che ne hanno subìto le conseguenze parlare e denunciare. Questo mi fa capire come sia necessario agire perché si sentano protette e perché non si sentano, invece, l’eccezione alla regola.

 

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Di sentirsi ogni giorno un po’ privilegiati, come mi sono sentita io, per trarre da questo la motivazione giusta per sfruttare al meglio un’occasione che considero unica. Di essere accoglienti nei confronti di tutte le esperienze con cui si sarà messi a confronto. E poi un consiglio sulla modalità di frequenza. Ho frequentato il Master in tutte le sue possibili modalità: facendo la pendolare da Milano, in diretta streaming, recuperando in un secondo momento le lezioni registrate e, infine, trasferendomi stabilmente a Pisa. Consiglio, a chi può scegliere, di optare per quest’ultima.  Mi ha permesso di entrare “a piene mani” nell’esperienza del Master, di trovare la giusta concentrazione e di poter gestire meglio il mio tempo per poter dedicare allo studio i miei momenti ed energie migliori. E poi Pisa è una città che ti accoglie subito, la città perfetta da vivere se si è, o si ritorna ad essere, studenti.

L’esperienza di Edoardo Luciani

4 Nov , 2015,
Marco Antonelli
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Edoard LucianiEdoardo, 25 anni, originario di Sarzana (La Spezia), laureato con lode in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa con una tesi sui collaboratori e testimoni di giustizia. Vista la tua formazione da giurista, quale giudizio esprimi sulla multidisciplinarietà del Master?

Penso che la multidisciplinarietà del Master sia uno dei suoi punti di forza; personalmente avevo una conoscenza esclusivamente giuridica della criminalità organizzata e della corruzione, ed uno dei motivi principali che mi ha spinto ad iscrivermi a questo master è stata proprio la possibilità di analizzare questi argomenti da vari punti di vista quali ad esempio quello economico o sociologico.

A conclusione delle lezioni frontali hai deciso di intraprendere una ricerca integrativa sul concorso esterno in associazione mafiosa. Come imposterai il tuo lavoro e quali sono i tuoi obiettivi?

Nella mia tesi sul concorso esterno in associazione mafiosa, vista la mia formazione, analizzerò questo argomento da un punto di vista prettamente giuridico. Cercherò di esaminare le numerosissime interpretazioni che sull’argomento sono state sviluppate nel tempo dalla dottrina e dalla giurisprudenza andando però ad approfondire alcuni casi concreti come quello di Bruno Contrada.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

A questa persona consiglierei soprattutto di frequentare, quanto più possibile, le lezioni direttamente a Pisa per avere un contatto diretto con professori e compagni. Infatti, è proprio dalle lezioni frontali e dalla relazione stretta con i docenti e con i compagni che è possibile trarre un importante arricchimento personale.

L’esperienza di Elisa Puvia

2 Nov , 2015,
Marco Antonelli
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Elisa, 35 anni, toscana, laureata con lode in Psicologia presso l’Università di Padova, dottore di ricerca in Scienze Cognitive, ricercatrice sui temi della Psicologia Sociale presso l’Université Libre de Bruxelles e attualmente visiting research fellow presso l’Università di Milano-Bicocca. Qual è stato il motivo del tuo avvicinamento ai temi della criminalità organizzata e della corruzione?

La motivazione primaria è stata e continua ad essere quella di un’urgenza ad agire, non solo a ‘leggere di mafia e corruzione’. Durante i miei soggiorni all’estero, sono stata spesso sollecitata ad esprimermi sulla salute morale del mio Paese. Nonostante l’avvicendarsi di grandi scandali, quello che emergeva – salvo rare e lodevoli eccezioni – era l’assoluta mancanza di una reazione da parte dell’opinione pubblica e degli organi di stampa, nonché un’assoluta mancanza di presa di posizione da parte della classe politica.

Benché il mio percorso professionale possa apparire a prima vista distante dalle tematiche affrontate dal Master, in realtà le scienze psicologiche ed in particolare la psicologia sociale hanno a che fare con il ‘materiale umano’, cioè con l’individuo calato in un particolare contesto sociale, economico, culturale; contesto che va ad interagire con motivazioni, aspettative che regolano atteggiamenti e comportamenti. Il carattere multidisciplinare del Master, a mio avviso uno dei grandi punti di forza, mi ha permesso quindi di cogliere, fin da subito, un’immediata contiguità con il mio lavoro.

 

Dal primo settembre hai iniziato un importante tirocinio presso la Prefettura di Massa Carrara, di cosa ti stai occupando?

Il progetto parte dall’analisi dei processi organizzativi e gestionali della Prefettura. Dopo una prima fase di valutazione delle misure di prevenzione della corruzione già adottate dalla Prefettura, così come previsto dalla legge 190/2012, l’attività di tirocinio è finalizzata ad individuare nuove misure di prevenzione dei fenomeni corruttivi. In particolare, l’obiettivo principale è quello di inserire alcuni correttivi organizzativi e di contesto generalizzabili ad altre realtà, pubbliche e private. Una terza fase, infine, cercherà di cogliere gli aspetti motivazionali e morali della corruzione da un punto di vita squisitamente psicologico. Un progetto molto ambizioso, dunque, che mi sta insegnando molto.

 

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Di farlo all’istante! Io mi sono iscritta quasi fuori tempo massimo; non vivendo a Pisa temevo chesarebbe stato difficile seguire le lezioni. Invece, grazie all’opportunità di frequentare in modalità e-learning sono riuscita ad essercisenza problemi.  Opportunità che si arricchisce con il supporto dei tutor, che non esito a definire fondamentale. Quindi consiglierei a chi non vive a Pisa oppure non ha la possibilità di trasferirsi stabilmente di non scoraggiarsi, ma di provare comunque ad essere presente in aula: l’incontro con i docenti e gli altri studenti contribuisce a rendere speciale l’esperienza.

L’esperienza di Federica Proietti

22 Ott , 2015,
Marco Antonelli
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Federica proietti

Federica Proietti, laureata presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi dal titolo “La comunicazione come risorsa politica, teorie a confronto”. Per frequentare il Master APC hai deciso di trasferirti in Toscana, a distanza di mesi, rifaresti questa scelta?

Certamente sì. E’ stato un anno pieno di stimoli, nuove conoscenze in campo accademico ma soprattutto umano: mi riferisco soprattutto ai nostri ospiti d’eccezione, sì perché coloro che tengono lezione al master APC non li definirei semplici relatori o docentei… io che ero seduta ed ascoltavo venivo colpita dall’esperienza professionale e di vita a 360° che mi trovavo davanti! Per quanto riguarda le tematiche affrontate credo ci sia poco da aggiungere, poiché non è da tutti cercare un master che tratti di criminalità organizzata e corruzione (Analisi, Prevenzione e Contrasto) e dall’altra parte non è da tutti organizzarlo, quindi all’interno del master si realizza un bell’incontro tra personalità forti, convinte e piene di “passione civile”!

Inizierai tra poco un tirocinio presso l’Associazione Italiana Calciatori, dove analizzerai il rapporto tra criminalità organizzata, corruzione e sport. Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa esperienza?

Ancora una volta mi ha  spinto la passione per quello che andrò a fare: lo sport, e in particolare l’atletica leggera (la corsa) che pratico quotidianamente, è l’altra mia grande passione. Lo sport è un mondo pieno di valori e insegnamenti, basta trattarlo con rispetto e onestà, ecco perché intraprendere questa strada e cercare di ridare priorità ai fondamenti positivi che lo sport porta con sé.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Direi: vivi a pieno questa avventura e riceverai tanto, poi starà a te dare seguito ai vari campanelli attivati dal master e starà a te cercare persone con cui coltivare i “valori dell’APC” e portarli dall’aula alla vita!

L’esperienza di Nicola Capello

15 Ott , 2015,
Marco Antonelli
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Nicola, 29 anni, lombardo, laureato in Giurisprudenza, da anni impegnato in attività di volontariato e dal 2012 membro del Consiglio Comunale del Comune di Abbiategrasso (MI) con delega alla legalità. Da amministratore locale di un Comune, hai trovato utili gli insegnamenti del Master e, se sì, quali in particolare?

Personalmente ho potuto vivere il Master APC avendo alle spalle un percorso professionale caratterizzato sia da un’esperienza amministrativa, in veste di consigliere comunale, sia da una formazione universitaria di carattere giuridico. Tale bagaglio è stato utile per comprendere in maniera migliore l’evoluzione normativa che negli ultimi anni ha interessato il settore dell’anticorruzione, per impostare un reale confronto con i numerosi relatori intervenuti e per elaborare una mia personale opinione sui temi trattati. Le lezioni seguite, i relatori ascoltati e le riflessioni intavolate hanno costituito un serio monito e un’importante risorsa per il mio lavoro di consigliere comunale. Lo studio personale e le lezioni seguite mi hanno permesso di declinare una mia particolare sensibilità in una reale attenzione.

Nell’ambito del Master hai iniziato il tuo tirocinio presso la campagna Illuminiamo la salute. Di cosa si tratta e cosa stai facendo in concreto?

Illuminiamo La Salute” consiste in un progetto che fa capo la Gruppo Abele. Tramite una squadra di esperti e studiosi della materia si affronta il fenomeno della corruzione nel sistema sanitario nazionale.Questo progetto si concretizza nell’elaborazione di studi, analisi, monitoraggi e progetti formativi inerenti, e diretti, al settore sanitario pubblico.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle

Il Master APC trova la sua ragione,ed il proprio valore, nel confronto diretto con i numerosi relatori coinvolti. Per quanto la struttura del master permetta di seguire le lezioni a distanza via Skype, consiglio a tutti coloro fossero interessati a partecipare di persona in loco alle lezioni. Solo così è possibile sfruttare la massimo l’opportunità di questo master: l’incontro e lo scambio di idee con esperti di altissimo livello.