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L’esperienza di Irene Sicurella

6 Nov , 2015,
Marco Antonelli
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2012-07-21 19.21.50

Irene, 27 anni, milanese, laureata in Lettere Moderne con una tesi su Calvino, decidi poi di frequentare la Summer School on Organized Crime dell’Università di Milano e il Corso di perfezionamento in Scenari internazionali della Criminalità Organizzata gestito dal prof. Nando Dalla Chiesa. Per quale motivo una laureata in Lettere si iscrive al Master APC? E come ti sei trovata in una classe di allievi che hanno per la maggior parte una formazione di base molto diversa dalla tua?

È una domanda che mi sono sentita fare e che mi sono fatta spesso. Ho pensato che frequentare questo Master fosse il mattone mancante di un percorso iniziato un paio di anni fa. L’interesse per questi argomenti è iniziato in modo casuale, ma nel momento in cui ho deciso di approfondirli ho pensato che mettermi a studiare fosse l’unica via per poter essere più credibile nei confronti di me stessa in primis e poi nei confronti degli altri. L’aspetto umano, e umanistico, che ritrovo in questi fenomeni è stato sicuramente la prima molla, quella che tuttora mi fa sentire una sorta di urgenza personale quando vengono trattati questi argomenti. Per continuare il lavoro mi serviva una “cassetta degli attrezzi”, quell’approccio tecnico e quegli strumenti scientifici che credo indispensabili per costruire un progetto di lotta alla mafia e alla corruzione fruttuoso e che sfugga dalle semplificazioni. Trovare in classe persone con una formazione così diversa e diversificataè sicuramente uno dei punti di forza del Master. A parte i timori iniziali, è stato per me stimolante poter apprezzare il contributo che ognuno poteva apportare in base alla propria area disciplinare di provenienza e il confronto fra diversi approcci. Questo ha, secondo me, tre effetti significativi: permette di problematizzare le tematiche e capirne a fondo la complessità, porta ognuno, in modo quasi naturale, a saggiare la tenuta del proprio punto di vista e, cosa molto bella, ha portato alcuni, me compresa, ad appassionarsi ad ambiti disciplinari diversi da quelli di provenienza.

 

Il tuo tirocinio si svolge in una delle trasmissioni giornalistiche più seguite ed apprezzate, Presadiretta. Di cosa ti occupi e come pensi di mettere in pratica le conoscenze acquisite durante un anno di Master?

Ho appena iniziato e sto già vivendo a pieno l’atmosfera della redazione di una trasmissione d’inchiesta. Affianco i giornalisti per cercare e approfondire le storie e i temi che saranno trattati nelle puntate. Quello che sicuramente sto mettendo più in pratica è l’aspetto dell’approfondimento, della ricerca. Ogni tema trattato ha molteplici protagonisti, aspetti, tematiche che vanno conosciuti ed esplorati. E in più, purtroppo, in tantissime di queste storie è presente la corruzione. In questi pochi giorni ho già potuto vedere concretamente come sia diventato un vero e proprio stile d’azione, come comporti l’intreccio sistematico di diversi attori pronti a scambiarsi le proprie risorse e quanto purtroppo sia difficile per le persone a conoscenza dei fatti e per quelle che ne hanno subìto le conseguenze parlare e denunciare. Questo mi fa capire come sia necessario agire perché si sentano protette e perché non si sentano, invece, l’eccezione alla regola.

 

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Di sentirsi ogni giorno un po’ privilegiati, come mi sono sentita io, per trarre da questo la motivazione giusta per sfruttare al meglio un’occasione che considero unica. Di essere accoglienti nei confronti di tutte le esperienze con cui si sarà messi a confronto. E poi un consiglio sulla modalità di frequenza. Ho frequentato il Master in tutte le sue possibili modalità: facendo la pendolare da Milano, in diretta streaming, recuperando in un secondo momento le lezioni registrate e, infine, trasferendomi stabilmente a Pisa. Consiglio, a chi può scegliere, di optare per quest’ultima.  Mi ha permesso di entrare “a piene mani” nell’esperienza del Master, di trovare la giusta concentrazione e di poter gestire meglio il mio tempo per poter dedicare allo studio i miei momenti ed energie migliori. E poi Pisa è una città che ti accoglie subito, la città perfetta da vivere se si è, o si ritorna ad essere, studenti.