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L’esperienza di Franco Nicastro

12 Nov , 2015,
Marco Antonelli
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Franco, calabrese di origini, ma da anni residente in Veneto, laureato in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni presso la facoltà di Giurisprudenza “G. Marconi” ed in Economia e Gestione delle Imprese presso la Facoltà di Economia dell’Università Internazionale Uninettuno, attualmente funzionario del Comune di Venezia. Franco, tu sei responsabile dell’Unità Organizzativa Complessa “Servizio Trasparenza”, di cosa ti occupi?

Mi occupo di anticorruzione e trasparenza amministrativa, coordinando l’apposita struttura di supporto al Segretario Generale dell’ente, quale Responsabile di prevenzione della corruzione e Responsabile della trasparenza. In particolare, collaborando con il Segretario Generale, mi occupo di programmazione delle misure e delle politiche di prevenzione della corruzione, di stesura, aggiornamento e monitoraggio del piano anticorruzione e del programma per la trasparenza, di controlli sul corretto adempimento da parte delle varie direzioni comunali (il Comune di Venezia ha oltre 3200 dipendenti ed strutturato con 25 Direzioni).

Sonocomponente del gruppo dei referenti dell’anticorruzione del Comune di Venezia a supporto del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e all’interno di esso, mi occupo anche dell’area a rischio “Attività di controllo, verifiche successive/ispettive e attività repressive”.Sono componente di altri gruppi di lavoro all’interno del Comune di Venezia, in materia di anticorruzione e trasparenza.

Nel Comune di Venezia ho redatto e curato la procedura di attuazione del progetto sul “Whistleblowing”, costituto da una regolamentazione giuridica, organizzativa e amministrativa e da una piattaforma tecnologica e informatica che, insieme, consentono di soddisfare i requisiti di tutela e protezione sottesi al nuovo istituto.

Svolgo attività di docenza sui temi dell’anticorruzione e della trasparenza sia all’interno del Comune di Venezia (quale docente interno), sia in collaborazione con altre società/associazioni. Negli ultime settimane sono stato co-redattore e co-progettatore, all’interno del Comune di Venezia, di una interessantissima e riuscita iniziativa formativa-partecipativa “Valori e buone pratiche per combattere la corruzione”: una serie di tavoli di discussione che hanno coinvolto circa 300 dipendenti del Comune di Venezia per affrontare il tema delle politiche di prevenzione della corruzione con modalità world cafè e barcamp, al fine di coinvolgere dal basso un numero elevato di dipendenti con l’obiettivo di uscire dalla logia di adempimento cui si affronta spesso il tema dell’anticorruzione e portare invece la discussione e il comune “sentire” nel campo dei valori e delle proposte di buone pratiche lavorative.

E in che modo le lezioni del Master APC sono state utili per il tuo lavoro?

Il master, proprio per la sua natura e per il suo carattere multidisciplinare nell’ambito dell’analisi, della prevenzione e del contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione, è stato molto utile per acquisire importanti e fondamentali conoscenze  su molti aspetti ed approcci alla materia, anche diversi da quelli giuridici-amministrativi, che comunemente sono abituato ad affrontare nel mio lavoro; tutto ciò ha arricchito il mio bagaglio di esperienze e conoscenze culturali ma ha avuto indubbiamente una importante conseguenza sull’attività lavorativa che svolgo tutti i giorni nel Comune di Venezia

 Da tempo collabori con Avviso Pubblico (partner del Master APC). Quali sono le principali attività che svolgi e quanto pensi possa essere incisivo il ruolo di un’associazione che mette insieme Enti Locali e Regioni per contrastare mafie e corruzione?

La straordinaria collaborazione con l’Associazione “Avviso Pubblico”, si concentra, all’interno del gruppo di lavoro “Infiltrazioni nell’economia legale”, in modo particolare sul tema della corruzione sia nelle pubbliche amministrazioni che nelle società ed enti partecipati e controllati dalle amministrazioni pubbliche. La collaborazione con Avviso Pubblico è anche legata all’attività di formazione, partecipando, quale relatore e formatore, a diverse iniziative che l’Associazione eroga alle amministrazioni pubbliche. Ma l’aspetto più caratterizzante di questa collaborazione è proprio il senso di appartenenza ad un’associazione che quotidianamente si impegna per lo sviluppo di una cultura della legalità nel nostro Paese: in questo il rapporto criminalità organizzata- corruzione è strettamente legato, in quanto è ampiamente dimostrato come la corruzione sia proprio uno dei tradizionali strumenti di azione delle organizzazioni criminali e come, al tempo stesso, le stesse organizzazioni criminali si inseriscano nelle reti della corruzione per trarne profitti, instaurare relazioni, acquisire “capitale sociale” e, molto spesso, per svolgere il ruolo di garanti all’interno dello scambio corruttivo occulto.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Di iscriversi, innanzitutto. Poi consiglierei di essere, da un lato, “parte attiva e curiosa” nel frequentare le lezioni, nello studio, nelle interazioni con i colleghi, i docenti ed i tutor; dall’altro, di farsi “prendere” dalla dinamiche e dalle relazioni del master, in quanto, dalla combinazione di questi due fattori si crea un positivo circolo virtuoso che trasmette le conoscenze e le esperienze giuste per diventare, come dice spesso il direttore del master, degli ottimi “professionisti dell’etica”.