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L’esperienza di Raffaella Perri

8 Ott , 2015,
Marco Antonelli
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Perri

Raffaella, 27 anni, calabrese, laureata in Giurisprudenza a Pisa con il massimo dei voti. Dopo la pratica forense hai deciso di specializzarti iscrivendoti al Master APC. Quali sono i motivi di questa scelta?

Semplicemente per una “gran sete di conoscenza“. Per poter provare a capire, con un certo rigore metodologico, fenomeni quali la corruzione e la criminalità organizzata, che ahimè continuano sempre più a trovare terreno fertile nel nostro Paese, nella indifferenza di tutti e nella poca consapevolezza di ognuno di noi. Per questo importante ruolo nella mia formazione personale e professionale, non potevo non scegliere l’esperienza del Master APC, unica in Italia, che si contraddistingue non solo per l’alta professionalità e scientificità di metodo dei suoi docenti e della sua didattica, ma anche per la passione con cui si lavora ogni giorno e per la voglia che instilla in ognuno di noi ad andare avanti e non arrendersi mai.

Quest’anno hai frequentato assiduamente le lezioni del Master, mostrando grande interesse per le tematiche affrontate. Qual è l’elemento che più ti ha colpito di questo percorso?

In una sola parola: la multidisciplinarieta’ che contraddistingue tutto il percorso di studi del Master. Abbiamo affrontato il fenomeno mafioso e corruttivo dal punto di vista storico, sociologico, politico, giuridico, antropologico. Ci siamo cimentati in prove e workshop in materia di progettazione europea, di trasparenza, di mafie vecchie e mafie nuove, di analisi di PTPCi. Siamo diventati giornalisti d’inchiesta per qualche ora. Il tutto senza mai mollare, nonostante le diverse provenienze professionali di ognuno di noi. A mio avviso, questa è vera la forza del Master.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Sicuramente quello di vivere intensamente l’esperienza del Master, di partecipare personalmente ed attivamente alle lezioni, di sfruttare fino alla fine tutte le attività messe a disposizione. Guardare al Master come una continua opportunità di crescita personale e professionale, di confronto con se stessi e con gli altri: docenti, tutors e soprattutto compagni d’avventura.