Blog Detail

L’esperienza di Serena Maria Suraci al Master APC

6 Ott , 2017,
Marco Antonelli
No Comments

Serena Maria, 25 anni, Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

La spinta che ha fatto sì che io iniziassi questo percorso è sicuramente l’essere calabrese. Conoscere il fenomeno corruttivo così come quello ‘ndranghetista solo per sentito dire o per averlo vissuto marginalmente è cosa assai diversa da studiarlo, comprenderlo e quindi avere gli strumenti adeguati per contrastarlo, facendo, magari un giorno, ritorno nella mia terra. Un’altra spinta, non meno importante, che mi ha fatto muovere all’inizio e che, poi, mi ha accompagnata in tutto l’anno è stata la convinzione di non essere da sola: la bellezza di una comunità scientifica che crea nuove reti di studio e di impegno!

Hai iniziato un tirocinio presso la Procura di Firenze. Di cosa ti occuperai e come pensi di mettere a disposizione le competenze acquisite nell’ambito del Master?

Il tirocinio che ho appena iniziato, insieme al Sostituto Procuratore Dott. Paolini, si occupa dell’applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali nel territorio toscano dall’entrata in vigore del Codice Antimafia (d.lgs. 159/2011) ai giorni nostri. Siamo ancora all’inizio di questo studio e della relativa analisi, quindi non so quali risultati raggiungerò, ma sono sicura che utilizzerò lo strumento base del Master: l’approccio multidisciplinare, la capacità di guardare oltre le ‘cose normali’, soprattutto in luoghi che credono ancora di essere incontaminati dalla corruzione e/o dalla criminalità organizzata.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Il primo consiglio è quello di essere liberi, liberi dai pregiudizi e dai preconcetti, perché questo percorso di studio e approfondimento aprirà scenari interpretativi nuovi, diversi e a volte anche emozionanti. Il secondo, forse quello più importante, è di vivere le esperienze del Master (dalle lezioni alle trasferte) con la giusta carica emotiva, perché ogni incontro, ogni relatore cercherà di dare una risposta ai tanti interrogativi posti dalle nostre/ vostre coscienze.