Category Archives: Le voci degli allievi della VII edizione

L’esperienza di Veronika Gamper al Master APC

27 Nov , 2017,
Marco Antonelli
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Veronika, 31 anni, laurea magistrale in Politica, amministrazione e organizzazione conseguita presso l’Università di Bologna. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

Ho sempre avuto un certo interesse per la corruzione e la criminalità organizzata, ma l’input decisivo è arrivato con la tesi di laurea magistrale dedicata alla corruzione politica nel nostro paese. Studiare e analizzare così nel dettaglio questo fenomeno, con tecniche e approcci provenienti dal settore della ricerca, ha suscitato in me mille domande alle quali ho deciso di porvi delle risposte intraprendendo questo percorso di formazione. Ulteriore fattore scatenante è stato l’elenco delle materie, i professori e la possibilità di svolgere un tirocinio presso enti e associazioni di primo piano nella lotta alla corruzione.

Hai recentemente svolto un tirocinio presso RISCC, uno dei principali centri di ricerca italiani sui temi oggetto del Master. Di cosa ti sei occupata?

L’esperienza presso RISSC è stata una tra le più ricche e interessanti che io abbia mai fatto. Sono stata coinvolta in un progetto di ricerca che mira a valutare alcune politiche pubbliche in materia di trasparenza, open data, partecipazione, accountability e innovazione digitale. Ho potuto apprendere come si crea e sviluppa una metodologia di ricerca, come migliorare il proprio pensiero critico e sviluppare così un approccio volto alla cura dei dettagli cercando sempre di approfondire le informazioni in nostro possesso.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Se si è veramente interessati ai temi del Master, il mio suggerimento è ovviamente quello di iscriversi. Questo percorso formativo è un’ottima opportunità per conoscere un ambiente ricco di professionisti e appassionati. Si può apprendere moltissimo, anche sotto il profilo umano, e la possibilità di frequentare e recuperare le lezioni (come ho fatto io) grazie al supporto moodle permette una perfetta conciliazione tra i propri impegni e le prerogative del Master. In più, per chi vuole fare ricerca su questi temi, il Master è indubbiamente uno step importantissimo da intraprendere. Le occasioni che questo percorso può offrire sono uniche e vale davvero la pena cimentarsi in questa avventura.

L’esperienza di Luca Fiordelmondo al Master APC

24 Nov , 2017,
Marco Antonelli
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Luca, 27 anni, laurea magistrale in Scienze della politica conseguita presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

Domanda impegnativa, tanto che non ho ancora finito di chiedermelo. Da un lato, certamente, il desiderio di proseguire negli studi, e di farlo all’interno di un’area tematica che più di altre contribuisce ad evidenziare la vulnerabilità del nostro sistema Paese nonché, più in generale, una peculiarità della società italiana. Per indole e carattere, poi, rifletto da tempo sulla possibilità di partecipare al concorso per dirigenti della Polizia di Stato, e nel master APC ho trovato una delle migliori possibilità di arricchimento del mio curriculum. Ultima, perché generica, ma proprio per questo ragione principale della mia scelta, la curiosità, concretizzatasi nel desiderio di acquisire nuove chiavi di lettura di certi fenomeni.

Stai per iniziare un tirocinio presso l’Osservatorio Parlamentare di Avviso Pubblico. Di cosa andrai ad occuparti e come pensi di mettere a disposizione le competenze acquisite nell’ambito del Master?

Tra gli ambiziosi propositi di questa associazione vi è quello di rendere un certo tipo di atti e procedure normative e di controllo, come per esempio le attività di una commissione di inchiesta, più facilmente accessibili e, soprattutto, fruibili per tutti coloro che non abbiano il tempo e le capacità per consultare documenti alle volte talmente complessi da risultare ostici anche per gli addetti ai lavori. Nel fare ciò, si sta realizzando un buon connubio tra la conoscenza di istituzioni e procedure acquisita con i miei precedenti studi, da un lato, e le tematiche approfondite nel master e oggetto del lavoro di quelle stesse istituzioni, dall’altro.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Apriti ad ogni occasione, lasciati coinvolgere in tutte le attività che ti verranno proposte. Se ne hai la possibilità, trasferisciti a Pisa. Il contatto frequente con i compagni di corso, infatti, ti permetterà di vivere un’esperienza senza dubbio appagante dal punto di vista professionale ma, più ancora, potrà essere un momento costruttivo dal punto di vista umano. L’equipe di gestione del master, con cordialità e grande disponibilità, saprà inoltre fornirti un valido sostegno lungo l’intero percorso di studi – anche con riguardo agli aspetti logistici – nonché nella spesso delicata fase di avvio al tirocinio.

L’esperienza di Federica Ferlante al Master APC

23 Nov , 2017,
Marco Antonelli
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Federica, 28 anni, laurea magistrale in Giurisprudenza conseguita presso l’Università degli studi di Trento. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

Sono nata e cresciuta in un angolo di Sicilia, una volta terminato il liceo sono andata a studiare molto lontano da casa, a Trento. Seppur non senza difficoltà, ciò mi ha permesso di guardare alla mia grande isola con quella giusta distanza, geografica ed emotiva, necessaria per avere una coscienza nuova delle meraviglie e delle nefandezze della mia terra. Cosa Nostra in Sicilia, e non solo, ha cambiato il volto di interi territori e generazioni. Per tali ragioni, a mio parere, studiare le mafie e la corruzione non è un mero esercizio accademico, ma è un atto di cittadinanza attiva. Attraverso il Master APC si può avere accesso ad un ventaglio ampio di prospettive da cui analizzare la criminalità organizzata e la corruzione, da un punto di vista giuridico, economico, sociologico, statistico, filosofico e storico.

Collabori da tempo con l’Ufficio legale di Libera. Nella tua esperienza lavorativa, quali strumenti offerti dal Master sono risultati più utili?

Dato il mio percorso universitario, il mio punto di partenza sono le competenze di giuridiche, anche se appassionata da autodidatta all’aspetto sociologico e criminologico delle organizzazioni mafiose. L’approccio e il metodo interdisciplinare sono uno dei punti di forza del Master APC e costituiscono uno strumento valido nella mia esperienza lavorativa presso l’Ufficio legale di Libera. In questo ambito, le competenze meramente giuridiche sono di certo fondamentali, ma non bastano da sole per affrontare problemi e tematiche complesse, come quelle riguardanti le organizzazioni mafiose.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

“Il Master APC è un’esperienza che non puoi precluderti!”. È proprio così, per me il Master APC è stato uno momento prezioso per accrescere e approfondire la conoscenza del fenomeno mafioso e corruttivo, ma non posso tralasciare di sicuro l’aspetto emotivo di questo percorso. I relatori ci hanno condotto dentro le loro storie, dentro città e quartieri, ci hanno fatto toccare con mano la violenza della mafia, suscitando in me (e in noi) rabbia, di quella sana, che ci permette di avere la grande consapevolezza che dobbiamo rimboccarci le maniche contro mafie e corruzione, perché c’è ancora tanto da fare, che dobbiamo fare, con tenacia, insieme.

L’esperienza di Clementina Vicinanza al Master APC

21 Nov , 2017,
Marco Antonelli
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Clementina, 24 anni, laurea in Laurea Triennale in Scienze dell’Educazione conseguita presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

 Con la mia entrata nella rete di Libera ho avuto modo di appassionarmi e documentarmi su questi temi, per poterli successivamente sviluppare nella creazione di percorsi educativi rivolti alle scuole di Reggio Emilia e provincia. Come educatrice sociale ho quindi ritenuto di fondamentale importanza un approfondimento più capillare e puntuale di questi fenomeni, per garantire professionalità e strumenti più idonei, nel racconto di questo “mondo parallelo”, ai vari bambini o ragazzi che incontro nelle scuole.

In che modo il percorso del Master è stato utile anche per chi, come te, è attiva nella rete di Libera e si occupa di educazione?

La caratteristica che più contraddistingue questo master è la sua multidisciplinarità: guardare a due fenomeni così complessi, attraverso discipline molto distanti tra loro, arricchisce sicuramente il bagaglio culturale di chiunque ve ne prenda parte. Ma la vera bellezza credo stia nel gruppo eterogeneo che compone la classe del Master favorendo scambi e confronti davvero interessanti. Diventa una risorsa inestimabile il poter guardare alla realtà con così tanti strumenti, articolati e diversi, guardare con un diverso occhio critico il territorio che ci circonda, avendo l’obbligo, da educatrice e da attivista di Libera, di consegnare queste lenti nuove a chiunque mi circonda.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

La scelta migliore che ho fatto è stata quella di investire sul mio trasferimento temporaneo a Pisa, così da poter partecipare alle lezioni in classe. Oltre alla splendida città, il confronto con gli altri partecipanti al Master e il dialogo diretto con i vari docenti, che di lezione in lezione si susseguono, racchiudono un’esperienza formativa, a parer mio, davvero completa. Il mio consiglio è quindi quello di partecipare alle lezioni in classe, godendosi questa esperienza a 360°.

L’esperienza di Mario Conti al Master APC

20 Nov , 2017,
Marco Antonelli
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Mario, 51 anni, dirigente del settore sociale ed educativo del Comune di Cinisello Balsamo. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

Potrei sintetizzarle così: da cittadino e da dirigente pubblico mi è parso doveroso approfondire la conoscenza, provare ad addentrarmi nei fenomeni, per capire meglio quanto di ciò che comunemente intendiamo per corruzione e mafia è legato a stereotipi e quanto, invece, si fonda su elementi più concreti ed oggettivi. In altre parole la volontà che mi ha spinto verso questa esperienza è stata quella di “guardare oltre”, cercando di comprendere i fenomeni criminosi di corruzione nel loro contesto sociale, storico ed economico attraverso diversi angoli di lettura (sociologica, giornalistica, amministrativa, di esperienze dirette etc). Il percorso di investimento professionale che sul tema della trasparenza e della lotta alla corruzione sta facendo il Comune di Cinisello Balsamo in favore dei propri dipendenti è stato un ulteriore elemento motivazionale che mi ha spinto ad intraprendere questa bella esperienza

Quali ulteriori strumenti hai acquisito durante la tua frequenza al Master? Come pensi potranno esserti utili nel tuo lavoro in una pubblica amministrazione?

Conoscere cosa “sta dietro” i fenomeni corruttivi e mafiosi aiuta anche a “leggere meglio” e ad attribuire la giusta importanza ad alcune prassi tipicamente amministrative che un dipendente pubblico deve mettere in atto, con particolare riferimento alla funzione dirigenziale. Cito quale esempio il Piano Triennale Prevenzione della Corruzione e, nello specifico,  la valutazione dei rischi corruttivi che ogni ente pubblico deve realizzare: la possibilità che  l’importanza di tali strumenti sia sottostimata dalla struttura amministrativa che deve metterli in atto è alta ed è proporzionale al livello di consapevolezza e conoscenza del fenomeno corruttivo da parte degli attori in gioco (dirigenti, posizioni apicali in genere, amministratori). Il Master aiuta a conoscere approfonditamente le realtà multiformi, il radicamento, la storia e le possibili evoluzioni di corruzione e criminalità organizzata di stampo mafioso e quindi di riflesso aiuta ad attribuire importanza agli strumenti (il Piano anticorruzione è uno di questi) che, in qualità di dirigente pubblico, posso agire per contrastarli.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Se fosse un giovane studente quello di affrontare il Master mettendo al centro la propria curiosità e la propria voglia di confrontarsi. Se fosse un dipendente pubblico ne consiglierei la partecipazione perchè il rischio più grande nella PA è quello di affrontare il quotidiano con una visione “tecnicistica” che sfocia spesso nella logica meramente legata all’adempimento: il master è un’occasione per approfondire ed aiuta a superare questo rischio. Ad entrambi: di valutare preventivamente il proprio grado di motivazione perchè questo Master è un’esperienza impegnativa e, anche per questo, portatrice di grandi soddisfazioni.

L’esperienza di Francesca Dalrì al Master APC

24 Ott , 2017,
Marco Antonelli
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Francesca, 23 anni, laurea triennale in Scienze Economiche e Sociali conseguita con lode presso l’Università di Bolzano. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinta ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

Ognuno ha le proprie passioni/ossessioni e per me la criminalità organizzata è una di queste, assieme al giornalismo d’inchiesta. Lo è da prima che mi iscrivessi alla triennale, ma trovare percorsi universitari che si occupino di prevenzione e contrasto a criminalità organizzata e corruzione è quasi impossibile. Perciò quando mi sono imbattuta in questo master è stato amore a prima vista. Finalmente ho potuto acquisire degli strumenti per potermi occupare professionalmente e in maniera competente di queste problematiche e non solo come impegno civico.

Quali sono stati i moduli che ti hanno maggiormente interessata? Come pensi di sviluppare gli strumenti acquisiti al Master nel proseguimento del tuo percorso universitario?

I moduli che mi hanno appassionata di più sono stati quello su minori e mafie e quello di giornalismo investigativo. Ho trovato poi molto utile e interessante il modulo giuridico sulla legislazione penale antimafia e anticorruzione. Ovviamente senza contare i moduli in trasferta che hanno rappresentato un valore aggiunto enorme al percorso del master. Ora ho una panoramica generale che mi aiuterà a scegliere, anche grazie alla magistrale a cui mi sono da poco iscritta, in che modo continuare ad occuparmi di queste tematiche.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Il master è un percorso formativo ma è necessariamente anche un percorso di crescita personale e umana. Il mio consiglio è quello di vivere questa esperienza appieno – se possibile frequentando fisicamente le lezioni – dandosi l’opportunità di mettere le proprie conoscenze e se stessi in discussione. In altre parole lasciarsi interrogare personalmente dai dilemmi etici che emergeranno durante il master, ma anche mettere in discussione il proprio percorso. Personalmente, ad esempio, voglio ancora diventare una giornalista d’inchiesta, ma il master mi ha aperto un mondo sulla ricerca accademica su questi temi ed ora sono iscritta ad una magistrale.

L’esperienza di Giuliano Esposito al Master APC

10 Ott , 2017,
Marco Antonelli
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Giuliano, 46 anni, ispettore del lavoro in servizio presso l’Ispettorato territoriale del lavoro di Arezzo. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

Il lavoro e le passioni personali: hanno funzionato entrambi da spinta.
Da una parte, lavorando nel tempo in tre diversi enti pubblici (e tre diverse zone del Paese), ho acquisito la percezione dei danni che può fare la corruzione: una percezione non più “esterna”, ricavata dai fatti di cronaca, ma vissuta dal di dentro, misurando con dispiacere quanta velenosa sfiducia per le istituzioni essa porti con sé. La conoscenza delle mafie – e in particolare della storia di Cosa Nostra – è invece una passione giovanile, accresciutasi negli anni.
Il Master APC, con la sua scelta di accostare questi due temi, mi ha permesso di approfondirli insieme.

 
Come hai conciliato il tuo impegno lavorativo con le attività del Master?

Anzitutto organizzandomi: ora posso dire che anche con una famiglia, dei bambini e un lavoro stabile – legato, nel mio caso, ad orari fissi e predeterminati – si può seguire la maggior parte delle lezioni del master in aula (e il resto attraverso le registrazioni), perfino se si vive ad una certa distanza da Pisa.
Come direbbe Gene Wilder, “si può fare!”… e, tutto sommato, agevolmente.

 
Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Credo, in tutta sincerità, che una persona animata da motivazioni solidamente legate ai contenuti del master non abbia bisogno di alcun consiglio: nell’iniziare e proseguire il corso di studi, si renderà conto che quelle motivazioni trovano soddisfazione, e crescono con il passare delle lezioni. Personalmente ricordo almeno tre interventi (di altrettanti docenti) che hanno avuto un impatto emotivo molto forte, a testimonianza che il Master APC è un percorso avanzato di studio ma anche il luogo di un’esperienza significativa.

L’esperienza di Serena Maria Suraci al Master APC

6 Ott , 2017,
Marco Antonelli
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Serena Maria, 25 anni, Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

La spinta che ha fatto sì che io iniziassi questo percorso è sicuramente l’essere calabrese. Conoscere il fenomeno corruttivo così come quello ‘ndranghetista solo per sentito dire o per averlo vissuto marginalmente è cosa assai diversa da studiarlo, comprenderlo e quindi avere gli strumenti adeguati per contrastarlo, facendo, magari un giorno, ritorno nella mia terra. Un’altra spinta, non meno importante, che mi ha fatto muovere all’inizio e che, poi, mi ha accompagnata in tutto l’anno è stata la convinzione di non essere da sola: la bellezza di una comunità scientifica che crea nuove reti di studio e di impegno!

Hai iniziato un tirocinio presso la Procura di Firenze. Di cosa ti occuperai e come pensi di mettere a disposizione le competenze acquisite nell’ambito del Master?

Il tirocinio che ho appena iniziato, insieme al Sostituto Procuratore Dott. Paolini, si occupa dell’applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali nel territorio toscano dall’entrata in vigore del Codice Antimafia (d.lgs. 159/2011) ai giorni nostri. Siamo ancora all’inizio di questo studio e della relativa analisi, quindi non so quali risultati raggiungerò, ma sono sicura che utilizzerò lo strumento base del Master: l’approccio multidisciplinare, la capacità di guardare oltre le ‘cose normali’, soprattutto in luoghi che credono ancora di essere incontaminati dalla corruzione e/o dalla criminalità organizzata.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Il primo consiglio è quello di essere liberi, liberi dai pregiudizi e dai preconcetti, perché questo percorso di studio e approfondimento aprirà scenari interpretativi nuovi, diversi e a volte anche emozionanti. Il secondo, forse quello più importante, è di vivere le esperienze del Master (dalle lezioni alle trasferte) con la giusta carica emotiva, perché ogni incontro, ogni relatore cercherà di dare una risposta ai tanti interrogativi posti dalle nostre/ vostre coscienze.

L’esperienza di Andrea Carnì al Master APC

4 Ott , 2017,
Marco Antonelli
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Andrea, 25 anni, laurea magistrale in Scienze filosofiche conseguita con il massimo dei voti presso l’Università degli studi di Roma Tre. Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere un percorso formativo sui temi della criminalità organizzata e della corruzione?

Crescendo tra i comuni di Caulonia e Siderno (RC) e conoscendo in prima persona realtà mandate in fallimento o mutilate per intromissioni mafiose, ho sempre avuto l’obiettivo di aumentare le mie competenze culturali e tecniche tentando di stimolare un pensiero e un modo di agire politico-sociale alternativo a quello mafioso. Dopo aver completato il mio percorso di studi in Scienze filosofiche con una tesi che mirava ad analizzare la ‘ndrangheta attraverso categorie filosofiche, ho notato che alcune cose mancavano alla mia preparazione. Il Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione è stato fondamentale aumentare gli strumenti per comprendere il crimine organizzato e la corruzione, i danni economici e sociali che essi causano e le politiche necessarie per contrastare entrambi i problemi, garantendo una visione a tuttotondo di entrambi i fenomeni. Un master ben organizzato, la presenza di figure di spessore del settore e la decostruzione di ogni stereotipo, consente lo studente di entrare totalmente all’interno delle materie affrontate e, in alcune occasioni, anche di prendere posizione nei dibattiti tra studiosi.

Recentemente hai partecipato al concorso di dottorato in “Studi sulla criminalità organizzata” dell’Università di Milano e sei risultato tra i vincitori. Di cosa tratta il tuo progetto di ricerca? Pensi che il percorso del Master APC ti abbia fornito utili strumenti per raggiungere questo traguardo?

Il mio progetto di ricerca, formulato anche grazie all’appoggio del prof. Vannucci (coordinatore del Master) e all’ausilio del prof. Ciconte (docente del master), intende studiare la ‘ndrangheta nei territori di origine, pensando ad esso come un fenomeno biopolitico e, dunque, non solo criminale. Un focus è inoltre riservato allo studio della violenza mafiosa e alla dialettica che essa intrattiene con il potere della ‘ndrangheta nel suo esercizio sul territorio. L’approccio filosofico al fenomeno proviene dal mio percorso di laurea ma senza ombra di dubbio il master ed il confronto costante con docenti e studenti mi ha consentito di affinare il progetto di ricerca incentivando l’attenzione sulla violenza mafiosa (ben trattata dalla prof.ssa Massari, docente del master). Inoltre i moduli storici delle organizzazioni criminali (‘ndrangheta, camorra, cosa nostra e sacra corona unita) donano allo studente una visione cronologica dei fenomeni nei loro intrecci con la storia italiana, favorendo stimolanti connessioni e consentendo di rilevare alcuni gap o mancanze presenti all’interno dello studio o del contrasto ai fenomeni trattati.

Se dovessi incontrare una persona interessata ad iscriversi al Master APC, quale consiglio vorresti darle?

Iscriviti! Ciò che si crea all’interno del master con docenti, tutor e studenti è unico. Le “vacanze studio” inoltre consentono di creare rapporti – di amicizia e professionali – molto forti in breve tempo e il continuo confronto tra studenti e studentesse provenienti da svariati campi e località geografiche, favorisce lo sviluppo di nuove idee che possono portare alla formazione di associazioni, gruppi di lavoro o di ricerca o alla realizzazione di eventi pubblici. Penso sia un’opportunità da cogliere sia sotto il profilo professionale che sotto quello umano.